La terra promessa – Quarant’anni di cultura rock (1954-1994) (1994) di G. Castaldo

bib_mu59Questo libro mi è stato prestato poichè vengo visto come una persona che ascolta molta e musica, anche rock, e quindi poteva risultarmi molto interessante e utile per comprendere parte dell’universo sonoro che accompagna le mie giornate. Il volume si presenta come una ricostruzione del rock tra il 1954 e il 1994 (anno in cui il giornalista/autore pubblica il libro), ma nonostante si presenti come un saggio di circa 300 pagine, va subito detto che la lettura è piacevole e molto scorrevole anche grazie all’espediente utilizzato dall’autore. La storia di questo genere musicale viene presentata come una lunga ed emozionante avventura: il rock è visto come un’espressione nuova della musica del ‘900, un protagonista che si affaccia nel panorama musicale e che in ogni periodo storico cerca di esprimere i bisogni di una generazione,affrontando critiche e spiazzando il pubblico, il tutto alla ricerca di quella che l’autore chiama “la terra promessa“. Il filo che unisce tutto il percorso che questa musica compie nei quarant’anni raccontati nel volume è appunto questo tendere verso un qualcosa di irrangiubile, che in ogni diversa fase è rappresentato da desideri, mezzi, luoghi e utopie diverse. Oltre a questo elemento molto particolare che non avevo mai associato al rock, la cosa che mi ha colpito del libro è l’assoluta devozione da parte dell’autore verso il genere musicale e le sue mille sfaccettature: tutti i big, i gruppi e gli autori che hanno fatto la storia vengono presentati in modo uguale, senza far trasparire una particolare preferenza, cosa che permette al lettore di farsi una propria idea e nello stesso tempo di venire a conoscenza di mondi sconosciuti (almeno così è stato per me). Ogni pagina mi ha fatto infatti riscoprire gruppi mai molto considerati da me (ahimè anche i Beatles) e conoscerne di nuovi, mettendo in me la giusta curiosità e voglia di avere “coscienza” di quello che sto ascoltando. L’elemento commerciale che con il rock inizia ad essere importante viene però sacrificato dall’autore del libro a favore di quelli che secondo lui sono i messaggi e i bisogni trasmessi da questo genere di musica; nonostante tutto, il dubbio che molti personaggi di questi anni siano stati “costruiti” rimane, ma nello stesso tempo alla fine del libro c’è la voglia di credere che la terra promessa esiste, anche se per poco, nell’arco di una canzone rock trasmessa nelle nostre cuffie…

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