La Casa degli Spiriti (1982) di Isabelle Allende

allendei_lacasadeglispiritiIl mondo raccontato dalla Allende in questo suo primo libro è un mondo fatto di tradizioni di un popolo, magie, immagini sbiadite che tornano alla luce, personaggi talmente assurdi da risultare veri e storie intrecciate nello spazio e nel tempo con l’unico filo conduttore della trasmissione della memoria e degli eventi. Raccontare la storia non servirebbe poichè sono vari i protagonisti che si avvicendano nel corso del romanzo; posso solo dire che viene presentata la vicenda, nel corso del ‘900, di una famiglia ricca cilena sulla quale si ripercuotono le vicende storiche di un paese in evoluzione. Il racconto ha la caratteristica di scorrere in modo fluido, di dipingere perfettamente anche con poche pennellate ogni singolo personaggio, di costruire un mondo che ruota intorno alla storia di un popolo e alle vicende di una grande e bizzarra famiglia. Il ricco quadro che ne emerge è appassionante, anche nella parte sofferta degli eventi finali in cui non si può non essere partecipi di un destino di un popolo. Ho apprezzato questo romanzo, nonostante non avessi punti di riferimento storici, per la qualità della scrittura e per la sensazione che si ha leggendolo, di partecipazione viva dell’autrice: è come se i vari punti di vista nel racconto siano espressioni della personalità della scrittrice ed il tutto si fa notare di più nelle pagine più sofferte – quelle finali – forse perchè ambientate in un periodo storico effettivamente vissuto dall’Allende. Altro elemento da sottolineare è quello surreale e fantastico che permea i personaggi principali e il loro piccolo mondo, mai viene fatto presente quanto questo sia assurdo proprio perchè nella storia convivono elementi del passato col presente e gli spiriti che aleggiano nei corridoi della casa dei protagonisti sono solo un’espressione del passato e delle tradizioni di un popolo sempre vive e necessarie per gestire un presente nuovo e spesso sconosciuto. L’unica cosa che critico è la scelta stilistica di interrompere la narrazione della protagonista  inserendo senza pause o anche semplici spaziature la narrazione di uno dei personaggi: l’ho trovato un ‘giochetto’ che, più che rendere particolare la narrazione, ha solo avuto il merito di confondere la lettura e aggiungo anche che non si nota nemmeno una grande differenza di registro tra i due narratori cosa che invece sarebbe dovuta balzare agli occhi. Consiglio comunque la lettura a chi ama epopee appassionate infarcite di personaggi straordinari nelle loro debolezze e nella loro normalità.

“Così come quando si viene al mondo, morendo abbiamo paura dell’ignoto. Ma la paura è qualcosa d’interiore che non ha nulla a che vedere con la realtà. Morire è come nascere: solo un cambiamento – aveva detto Clara.”

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