Le perfezioni provvisorie (2010) di Gianrico Carofiglio

leperfezioniprovvisorieHo preso in prestito questo libro perchè ero attratto dal titolo, molto banalmente, e perchè il noir o comunque il giallo è un genere che da sempre mi appassiona. Non sapevo nulla dell’autore e tantomeno della serie di romanzi da lui scritti che vedono come protagonista l’avvocato Guido Guerrieri. Il romanzo è l’ultimo in ordine cronologico della serie e mi ha colpito innanzitutto perchè non è un giallo “classico” come uno può immaginare: non voglio anticipare la trama, ma l’indagine che deve portare a termine il protagonista sembra essere la colonna portante della vicenda solo in modo apparente; le vere protagoniste del libro sono le riflessioni a cui si lascia andare il protagonista, avvocato 45enne in preda a momenti di forte solitudine e nostalgico anche all’inverosimile. Durante l’indagine, che inizia a svolgere per un favore verso un collega, l’avvocato ripercorre momenti della sua vita tra i più diversi; ogni elemento può far scattare in lui la molla del ricordo aprendo scorci sul passato nostalgici e molto “veri“. Le descrizioni delle sue avventure con gli amici nella Bari degli anni 80 ad esempio sono talmente reali e dipingono luoghi e situazioni che solo il ricordo e la malinconia riescono a rendere unici e poetici. E’ proprio questo l’elemento che mi ha appassionato di più del romanzo, nonostante in alcuni passi questi momenti vengano introdotti in modo troppo diretto e brusco: ho trovato in me molti elementi in comune con il carattere di Guido, le sue passioni, il suo essere attento alle piccole cose, gli attacchi nostalgici e anche i suoi momenti egoistico-autoreferenziali che sembrerebbero stonare. In tutto ciò sono riuscito a superare anche il contesto “legal” in cui è ambientato il romanzo: non sono molto avvezzo di pratiche giudiziare e ancor meno di gergo tecnico e codice penale, ma nel romanzo questi elementi sono comunque di cornice delineando la figura professionale dell’avvocato Guerrieri e dando lo spunto alle storie criminose nelle quale finisce nel corso della sua carriera. Si nota molto chiaramente che l’autore viene da quel mondo, essendo infatti anche lui un magistrato, ma questo può solo rendere molto più verosimile il contesto appunto delle vicende. Concludo dicendo che molto probabilmente proseguirò la lettura di questa serie e consigliandolo a chi ama le storie umane condite con un pizzico di noir.

“Il mondo pullulava di possibilità infinite in quel tiepido e inatteso febbraio di Roma, mentre ero in bilico fra il non più della mia vita di ragazzo e il non ancora della mia vita di uomo. Era una striscia sottile, euforica, e provvisoria. Era bello starci, su quella striscia. E solo quello che è provvisorio è perfetto.”

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