Dexter il Vendicatore (2004) di Jeff Lindsay

dexter-il-vendicatoreHo letto questo libro da appassionato della serie televisiva americana “Dexter” e curioso di vedere da dove tutto fosse nato. Va chiarito subito che lo svolgimento della storia è abbastanza diverso da quello che ci viene presentato nella prima stagione della serie, ma le caratterizzazioni dei personaggi ci sono già tutte. Il protagonista, Dexter, narratore in prima persona delle vicende, è un ematologo consulente della polizia di Miami che nasconde un segreto: a volte di notte sente il bisogno di uccidere, uccidere coloro che “meritano” di essere uccisi secondo quanto Harry, suo padre adottivo e poliziotto, gli ha insegnato.  Dexter ci dice infatti che Harry fu l’unico a capire cosa c’era che non andasse nel piccolo Dexy e lo aiutò ad incanalare questo bisogno ossessivo e a sfogarlo nei confronti di criminali che erano sfuggiti alla legge. Oltre a ciò Dexter si descrive come un essere non umano,non nel senso extraterrestre del termine ma in riferimento al fatto che non è in grado di provare emozioni ovvero ciò che rende “umane” le persone: la sua vita è una messa in scena in cui studia gli atteggiamenti degli altri e cerca di creare una versione socialmente accettabile di sè affinchè nulla di strano salti agli occhi degli altri. Il suo lavoro, la sua vita sentimentale (si frequenta da un po’ con Rita), il rapporto con i colleghi sono delle interfacce che lui mantiene in piedi con maestria per allontanare tutti dal Passeggero Oscuro che vive dentro di lui; il tutto fino a quando un serial killer non inizia a seminare il panico a Miami e a stuzzicare lo stesso Dexter coinvolgendolo in un gioco estremo che scaverà nel suo passato. Gli elementi quindi per un bel romanzetto noir ci sono tutti: la descrizione dei fatti ironica e senza peli sulla lingua del nostro protagonista, l’ambientazione poliziesca (anche la sorella di Dexter è un agente), i personaggi di contorno ben definiti ne completano la confezione di un buon prodotto che ha avuto anche altri seguiti su carta. Il confronto con la serie televisiva va fatto fino ad un certo punto: siamo di fronte a due tipi di espressione artistica e di linguaggio molto differenti e quello che c’è di diverso nella serie deriva sicuramente da scelte imposte dalla tempistica di un prodotto che va “servito” a puntate. La cosa migliore, a mio avviso, che emerge sia dalla serie che dal libro è il personaggio di Dexter, più che lo svolgimento vero e proprio dell’azione: il protagonista è perfetto nei suoi incubi, nel suo modo molto umano se vogliamo di non provare sentimenti, nel passato che sta dietro ad ogni sfaccettatura del suo carattere e nell’umorismo con cui condisce i racconti delle sue malefatte. Consigliato a tutti gli amanti del thriller contemporaneo tinto di Noir.

“Che lo volessi o no, il suo chiamarmi Dexy ci riportò indietro a Harryland, un luogo in cui la famiglia contava e certi doveri erano reali quanto una schiera di prostitute senza testa. Che cosa potevo dire?”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...