Il filo del rasoio (1944) di William Somerset Maugham

ilfilodelrasoiAcquistato in una bancarella di libri usati, questo primo romanzo di Maugham mi ha piacevolmente folgorato, forse perchè mi aspettavo tutt’altro o comunque qualcosa di più convenzionale. Lo scrittore, narratore delle vicende nelle quali spesso partecipa da osservatore esterno, racconta la storia tra gli anni ’20 e i ’40 di alcuni personaggi di Chicago: Elliott, amante dell’arte, mercante per passione e frequentatore dei migliori salotti tra Europa e States poi abbiamo Isabel, nipote di Elliot, che conosciamo giovane, fresca come una rosa che debba ancora sbocciare e in procinto di sposarsi con Larry, giovanotto amabile e intelligente, tornato da un paio d’anni dai campi di battaglia della prima guerra mondiale e del tutto non intenzionato a trovare un normalissimo posto nel mondo. E’ proprio l’interesse di Maugham nei confronti della coppia a spingerlo a seguire la storia e a raccontarla: per tutto il romanzo, le cui vicende si sviluppano tra Chicago, Londra, Parigi e la costa azzurra, rivediamo questi personaggi e altri di contorno ma non meno importanti vivere le loro vite, ma se vogliamo, lo sguardo malizioso e curioso dello scrittore si ferma sulla storia di Larry. Il giovane rappresenta la voce fuori dal coro; in un America in crescita esponenziale in cui chi si ferma è perduto e la dedizione al lavoro viene vista come un dovere nei confronti del paese la scelta del giovane di dedicare il suo tempo allo studio e alla conoscenza del mondo e della vita in genere risulta bizzarra ma nello stesso tempo coraggiosa. Nello stesso tempo lo scrittore non esprime mai un giudizio sui personaggi, coloro che ai nostri occhi possono sembrare superficiali o meno rappresentativi (come lo stesso Elliott) vengono osservati da Maugham con rispetto e a volte anche con tenerezza: sono tutti, chi più chi meno, sfaccettature di un mondo in continuo cambiamento. Elliott incarna il passato fatto di esteriorità ed eleganza fine a se stessa, Isabel è la giovane che guarda al suo radioso futuro (non meno importante è la figura di Gray esempio dell’americano macina-dollari, ricco e ambizioso, sarà il marito della ragazza e tra i primi a soccombere con la crisi del ’29) mentre Larry guarda al presente, cercando di prendere dalla vita qualsiasi cosa riesca a placare la sua sete di conoscenza. Il tutto viene raccontato con una maestria unica, i dialoghi – nei quali si delineano perfettamente le caratteristiche dei personaggi – si alternano a parti più descrittive, lasciando parlare il contesto del momento come i bistrot parigini e la loro  vitalità fanno da sfondo a lunghe discussioni o la rievocazione delle avventure di Larry in India. Un romanzo questo che può essere apprezzato da chi gradisce di solito storie imbellettate e ambientate nel mondo patinato dell’alta società con protagonisti belli eleganti e tormentati ma anche da chi cerca quel qualcosa in più che stimoli la riflessione e voglia affrontare discorsi meno concreti e più assoluti.

“Vorrei poterti far vedere quanto sia più piena di qualunque vita che tu possa immaginare, quella che ti offro. Vorrei poterti far capire com’è inebriante e ricca di esperienza, la vita dello spirito. “

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