La famiglia Winshaw (1995) di Jonathan Coe

lafamigliawinshawHo letto solo un altro libro di questo autore (Questa notte mi ha aperto gli occhi) e non mi aveva fatto scattare nulla di particolare, ho deciso quindi di darmi una seconda chance affrontando questo bel volume di quasi 600 pagine dopo essermi lasciato conquistare dalla trama. Si tratta di un romanzo particolare che raccoglie quelle che dovevano essere le memorie e gli appunti del giovane scrittore Michael Owen alle prese con la stesura della biografia della grande e potente famiglia inglese dei Winshaw. La particolarità è appunto quella di vedere insieme accostati più stili, dal romanzo all’articolo di giornale, dalla cronaca alle memorie, dal documentario al classico racconto di formazione del XIX secolo; in tutto ciò oltre alla storia della famiglia viene delineandosi anche la figura dello scrittore, dei suoi traumi infantili e di momenti fondamentali della sua vita, una vita a quanto pare collegata indirettamente o meno al destino della famiglia. E’ un piacere leggere le vicende di mezzo secolo di storia inglese (gli anni della Tatcher saranno quelli col più forte contraccolpo sul paese e sulla famiglia Winshaw ma non meno importante sarà l’inizio della Guerra del Golfo) e vedere come l’autore riesce a inserire passaggi fondamentali del racconto e come nei contesti più assurdi ci sia sempre lo zampino di questi ricconi Winshaw: giocando con la storia riesce a far emergere profonde riflessioni sull’influenza di personaggi senza scrupoli nella vita quotidiana delle persone comuni. La figura dello scrittore con le sue paure, la sua sociopatia rappresenta nel suo piccolo lo specchio di un paese ridotto alla crisi di valori e allo stremo delle forze da un governo e un gioco di poteri implacabile e senza freni. In tutto ciò  è presente – cosa non secondaria assolutamente – l’elemento se vogliamo thriller: un mistero e una morte inspiegabile pesa dagli anni della seconda guerra mondiale sul destino dei Winshaw e, come in un film anni ‘60 citato più volte, lo scrittore raccogliendo informazioni sulla sua opera si trasformerà in investigatore come nella più classica delle avventure di Sherlock Holmes o Agatha Christie.  Quindi, albero genealogico alla mano (presente all’inizio del volume), consiglio a tutti di fare la conoscenza uno a uno dei membri viscidi e cattivissimi di questa famiglia simbolo dei mali del mondo e di divertirsi nel leggere gli intrecci, gli amori, i delitti e le macchinazioni che compongono il grande mosaico di questo libro.

“…c’è una parte della storia, anzi un componente, che spicca come il proverbiale bozzo in fronte. Un personaggio talmente a disagio in mezzo agli altri che viene spontaneo chiedersi se non provenga da un altro dramma completamente diverso. Mi riferisco a te, Michael.”

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