Le correzioni (2001) di Jonathan Franzen

lecorrezioniNiente male questo libro di cui sentivo parlare in giro, un blogger entusiasta e un progetto sfumato di farne una serie tv, che a fine lettura lascia sicuramente qualcosa. La storia della famiglia Lambert, i genitori Alfred ed Enid (lui col Parkinson, lei col desiderio di riunire la famiglia) e i tre figli ormai adulti Gary, Chip e Denise viene raccontata dall’autore in modo frizzante ed energico, si viene infatti quasi travolti dalle migliaia di nozioni che Franzen riversa in quasi 600 pagine e che ci permettono di conoscere alcune sfaccettature di questi quanto mai realistici personaggi. Ormai in piena pensione Alfred affetto dal Parkinson e Enid vivono nel Midwest col loro discreto buon tenore di vita un’esistenza che si avvia alla fine, l’unico desiderio di Enid è avere con sé la famiglia per un ultimo natale nella loro casa di St. Jude a costo di scontrarsi con i problemi dei figli: la moglie infantile di Gary e la voglia di lui di tenere tutto sotto controllo, la disastrosa vita sentimentale di Denise e la fuga in Europa di Chip alle prese con un lavoro non del tutto legale. Ci sarebbe da parlare per ore di questo volume, dal respiro epico se vogliamo, ma non saprei nemmeno da dove cominciare. Indubbiamente ho apprezzato lo stile fresco e pieno di immagini anche forti che fa dell’ironia e del sarcasmo armi efficaci per illustrare colpo su colpo un mondo borghese e ipocrita tipico degli Stati Uniti della fine del XX secolo: laddove inizialmente si ride finiamo coll’amareggiarci perché in fondo la bravura dell’autore è stata quella di dipingere un quadro tutt’altro che astratto. Molte situazioni di questa famiglia sono infatti rintracciabili nelle nostre case: le dinamiche tra fratelli, l’ingenuo attaccamento alle cose di una madre rimasta sola, i silenzi e le chiusure di un padre, le incertezze sessuali di una figlia sempre alla ricerca di risultati eccellenti o i fallimenti lavorativi difficili da condividere con chi ci ha cresciuto sono realtà a tutti gli effetti e la sensazione che si ha a fine lettura è quella appunto di aver aperto gli occhi sulla propria realtà familiare. L’enigmatico titolo “le correzioni” fa riferimento al tentativo operato dai genitori, ma anche dai figli verso i genitori di correggere la personalità dell’individuo: le regole che ci imponiamo o che ci vengono imposte, le leggi non scritte della società sono delle sovrastrutture che alla fine, lo scoprirà finalmente Enid, non avranno mai l’effetto sperato. Una lettura che consiglio, un libro entrato nell’olimpo della letteratura contemporanea, scritto benissimo e pieno di umanità: difficile secondo me che qualcuno non riesca a trovarci seppur in un angolo qualcosa della propria famiglia.

“Ogni giorno che Chip trascorreva ad abbellire il cadavere di un monologo drammaticamente morto era un giorno in cui l’affitto, il cibo e i divertimenti venivano pagati”

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