Quando Teresa si arrabbiò con Dio (1992) di Alejandro Jodorowsky

quandoteresasiarrabbioConosco Jodorowsky un po’ come regista, ma non avevo letto mai nulla e devo dire che anche su carta riesce a risultare estremo e molto particolare: il suo cinema è di quelli difficili, con più livelli di interpretazione, sporco e genialmente innovativo ma che per essere gustato va visto nel momento giusto e con le giuste pretese. Per quanto riguarda il libro sono rimasto inizialmente turbato dall’enormità dei personaggi e delle storie che vengono quasi vomitate ininterrottamente ma poi il suo mondo mi ha conquistato e non riuscivo a smettere: viene narrata la storia delle origini della sua famiglia a metà tra il reale e il fantastico partendo dalle vicende dei suoi nonni paterni, ebrei russi in fuga verso il Sudamerica fino ad arrivare all’incontro tra i suoi genitori. Non c’è assolutamente alcun limite alla fantasia dell’autore che gioca con qualsiasi elemento, dalla religione alla politica, dal sesso (non viene lesinato alcunchè) alla mitologia, dalla violenza alle lotte operaie, dal profondo senso della famiglia ai tarocchi: c’è chi parla la lingua degli animali, chi pratica il mestiere del calzaturologo, chi rifiuta le proprie radici, chi entra nel circo, chi si prende cura di icone religiose. Ce n’è per tutti, i personaggi – dai principali agli ultimi – sono tutti diversi e facilmente riconoscibili, ognuno con una seppur piccola storia interessante alle spalle e tutti concorrono alla costituzione di un mosaico multietnico e colorato, come a voler dire che Jodorowsky è l’insieme di queste culture e la somma di questi eventi. Gli elementi che emergono dal tutto sono sicuramente la grande importanza rivestita dalla famiglia (intesa come nucleo che nasce, cambia, muore e rinasce in altre forme), la religione come devozione grandissima e come negazione di essa (l’uomo e i suoi desideri sono al centro del mondo, la divinità è in noi) e non ultimo il riconoscimento del fallimento dell’azione comunista. Altra cosa che salta agli occhi è la forte presenza della sessualità, come atto supremo di unione di anime e corpi, l’autore infatti descriverà i più assurdi ma nello stesso tempo poetici accoppiamenti che si possano immaginare, denotando un profondo rispetto verso l’atto in sè e un sano rapporto con quello che per molti è sempre un tabù. Quanta volontà di giocare con la critica e voglia di provocare a tutti i costi ci sia in queste descrizioni spinte non è dato saperlo, ma nel pentolone del romanzo tra un eccesso e l’altro ci stanno benissimo. Da leggere se si ama essere travolti.

“C’è un istante preciso in cui il mondo è meraviglioso: adesso.”

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