Cronache marziane (1950) di Ray Bradbury

16712Devo ammettere di aver faticato un po’ ad entrare nel vivo della lettura di questa raccolta di racconti, ma una volta dentro mi sono lasciato trasportare su Marte ed è stata una vera e propria esperienza. Non sono un amante della fantascienza e di Bradbury avevo solo letto il famoso Fahrenheit 451 che non mi aveva colpito troppo, ma solo poichè avevo già avuto a che fare con la fantasiosa trasposizione cinematografica di Truffaut; da non appassionato del genere posso quindi dire che uno dei pregi di queste “cronache” è quello di essere un racconto universale sull’uomo senza badare troppo a descrivere strane tecnologie futuristiche. Siamo di fronte al racconto delle prime spedizioni sul pianeta rosso e delle successive conquiste da parte degli uomini: la fame di successo non si ferma nello spazio e l’uomo con fatica approderà su Marte sconvolgendone la vita precedente. Bradbury mostra le fasi della conquista come se stesse raccontando un episodio qualsiasi della nostra storia con l’uomo nel ruolo del conquistatore e i Marziani in quello del popolo sopraffatto. C’è molta umanità negli stessi marziani, un popolo antichissimo, nei loro gesti e nella vita proprio perchè all’autore non interessa soffermarsi sul loro aspetto e sulle loro tecnologie ma vuole solo raccontare quanto alla fine siano simili agli uomini. E’ questa la fantascienza che mi piace, quella che si interroga e che affronta i misteri dell’ignoto e la grandezza di questo in rapporto alla nostra piccola umanità: sia nel cinema (Moon ad esempio) che in letteratura (2001:odissea nello spazio e Solaris). La struttura dell’opera suddivisa appunto in brevi racconti (usciti anche singolarmente su riviste specializzate), ognuno legato ad una fase della conquista (e successivo abbandono) del pianeta, consente di godere di una lettura facile e leggera; lo stile elegante ma nello stesso tempo diretto e privo di orpelli è concentrato sui contenuti ed è efficace e funzionale. Un libro che consiglio agli amanti dei classici, della fantascienza e soprattutto a chi ama viaggiare e ama godere delle novità dei posti che visita… Marte infatti non è mai stato così bello e così vicino.

“E concluse, mentre il sonno si tramutava in sogno, che sì, certamente, irrevocabilmente, sì, senz’ombra di dubbio, così era sempre stato e così sarebbe continuato a essere per sempre.”

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