Secondo avvento (1881) di Mark Twain

ImmagineConsiglio vivamente a tutti la lettura di questo racconto per alcuni semplici motivi. Primo fra tutti si tratta di un racconto breve, che impegna una serata forse anche meno; secondo stiamo parlando di Mark Twain e già questo dovrebbe bastare; terzo difficilmente troverete un racconto su Cristo così divertente e così spensierato.
La storia è semplice: cosa accadrebbe se avvenisse un secondo avvento, una seconda nascita del figlio di Dio ai giorni nostri (in questo caso ai tempi dell’autore, circa fine ‘800 ma il concetto non cambia). Ne esce una parodia moderna della vita di Gesù e dei suoi apostoli, giocando sia su contrasti logici legati ai miracoli sia sul fronte psicologico relativo alla visione degli stessi.
E’ sicuramente un racconto surreale, visto anche il tema trattato, tuttavia ogni vicenda narrata è credibile e questo dona alla vicenda una piacevole leggerezza.
Appare evidente che una storia del genere contenga una critica al mondo cattolico o comunque ai sacri testi della cristianità. La grandezza è nell’averlo fatto senza malizia, senza inutili “moralismi atei” troppo presenti negli attuali romanzi “illuminati” della nostra epoca.
“Secondo avvento” chiarisce, se mai ce ne fosse bisogno, perché Mark Twain debba essere collocato nell’olimpo della letteratura; grazie a due rare doti, intelligenza e ironia.

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