Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald

ImmagineHo deciso l’acquisto di questo libro dopo la visione del film Midnight in Paris di Woody Allen il quale è riuscito a mettermi una buona dose di curiosità su alcuni personaggi di inizio ‘900, soprattutto del periodo a cavallo tra le due guerre.
La voglia di leggerlo è stata alimentata dall’imminente uscita nelle sale cinematografiche dell’omonimo film che, a questo punto, non mi farò assolutamente sfuggire.
Il romanzo è interamente ambientato in America nel periodo comunemente definito come “età del jazz”, corrispondente agli anni d’oro americani i quali vanno dal 1918 (fine prima guerra mondiale) al 1936 (depressione economica).
Uno degli obiettivi dichiarati del libro è quello di realizzare una descrizione critica di quel periodo (vissuto in prima persona dall’autore) mettendone in mostra lo sfarzo, le esagerazioni e l’esasperato edonismo. Obiettivo centrato in pieno dall’autore se non fosse per una mancanza la quale, non ho potuto fare a meno di notare; la musica. Fitzgerarld riesce a trasmettere i pensieri, le emozioni di un’epoca, traspare molto bene il diffuso stato d’animo di quella generazione purtroppo però non riesce a riempirci le orecchie. Nella precisa descrizione della “Jazz age” il vero assente è proprio il Jazz relegato a mero sottofondo musicale per serate lussuose ed esagerate. A questo proposito ritengo esemplare l’esempio offerto anni dopo da Jack Kerouac con il suo celebre Sulla Strada.
Tornando al nostro libro possiamo dire che è concettualmente diviso in due momenti contrapposti. Nel primo troviamo, come ho già avuto modo di dire, una gioconda descrizione di quegli anni, descrizione questa volutamente scanzonata e superficiale. Generazione senza pensieri e senza problemi apparenti che viene celebrata attraverso feste infinite accompagnate da fiumi di interminabile alcol.
Nella seconda parte assistiamo al crollo del mondo fatato, alla disillusione della felicità. Emergono i controsensi, si mostrano i problemi, gli scheletri negli armadi vengono liberati e sono terribili. L’ingranaggio perfetto si rompe, arriva la disperazione, la morte e in contrapposizione con le mirabolanti feste, arriva anche la solitudine. Da un punto di vista narrativo questo passaggio è segnato dal graduale avvicinamento di Nick Carraway (personaggio narratore) con il ricco James Gatz detto Gatsby (protagonista). Indubbiamente la parte più interessante e più stimolante e la seconda, la prima non ne è che una preparazione, una dovuta premessa; l’autore ci mostra il “meglio” per far apparire il “peggio” ancor più terribile.
E’ nell’ultima parte che si trovano a parer mio i momenti più toccanti dell’intero romanzo. La discussione tra Gatsby e Tom è riuscita ad emozionarmi e straziarmi allo stesso tempo, cosa che ammetto non capitarmi spesso.
La tristezza provata nella lettura di quel solitario funerale, dove ancora una volta viene ribadita la natura effimera dei valori edonistici della “Jazz Age” riscoprendo, troppo tardi, i valori fondamentali dell’amicizia e della famiglia. Non è un caso se dopo una serie interminabile di rifiuti, gli unici presenti al funerale del protagonista saranno il padre e probabilmente l’unico vero amico.
Il Grande Gatsby come del resto altri romanzi americani, presenta il contrasto tra due diversi mondi  in contrasto tra loro, quello dell’Est e dell’Ovest (o West). Purtroppo credo sia un concetto difficile da cogliere per un Europeo; si avverte una tensione interna nel libro soprattutto nelle parole di chiusura ma senza apprezzarla fino in fondo.
Ultima nota per l’interessante espediente utilizzato dallo scrittore; narrare gli eventi attraverso l’occhio non del protagonista bensì di un co-protagonista vero alter ego di Francio Scott Fitzgerald.
Da questa recensione credo traspaia l’apprezzamento per un libro già ampiamente riconosciuto come tra i massimi esponenti della grande narrativa del novecento.

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2 thoughts on “Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald

  1. Il film con Di Caprio esce nelle sale il 16 maggio fai ancora in tempo a leggerlo anche perche, come avrai notato non è lunghissimo. Per ora del film ho visto solo il trailer, visivamente pare molto forte e rischia che se visto prima possa condizionate la lettura del libro.

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