L’ultimo Cavaliere (1982) di Stephen King

05272Il fantasy o pseudo tale non mi ha mai affascinato, nè a livello cinematografico, nè come genere letterario, solo ultimamente mi sono appassionato con la serie tv “Game of thrones”, ma lì, a parte qualche drago e qualche tipo di zombie è tutto tranne che fantasy, è solo una sequenza di intrighi di palazzo e personaggi interessanti. Ecco che, sentendo parlare in rete di una futura serie basata sull’epopea di S. King, ho deciso di approcciarmi e iniziato a leggere la prima parte (nella versione originale e non quella arricchita di qualche anno fa). Sono uscito dalla lettura abbastanza soddisfatto, pur avendo trovato qualche difficoltà nel collocarmi in testa il mondo presentato e la storia raccontata. Questo primo volume è l’inseguimento del cosiddetto Uomo in nero da parte dell’ultimo cavaliere, Roland: non sappiamo niente dei due e, continuando nella lettura, ci saranno dei flashback che aiuteranno a capire e fornire dettagli. Affascinante è l’ambientazione, un mondo simile al nostro, una sorta di deserto post-apocalittico in cui reminiscenze del passato sono presenti ma non fondamentali e in cui i personaggi incedono costantemente senza speranza, tranne appunto il nostro Roland. Quest’ultimo, connotato come un pistolero solitatio stile Clint Eastwood, non sappiamo perché, cerca la fantomatica Torre Nera (quella del titolo della serie), un non-luogo – forse – in cui si incrociano tutti i mondi possibili. Al termine della lettura qualche elemento viene svelato ma si rimane frastornati, il viaggio lunghissimo di Roland in fondo è appena iniziato e noi non sappiamo quasi niente, ma rimane sicuramente la curiosità di proseguire, magari molto lentamente, nei volumi successivi. Le note finali dell’autore ci spiegano la genesi della storia e fa sorridere come lo stesso King all’epoca non sapesse ancora dove la vicenda sarebbe andata a parare, aveva questa idea da mettere su carta ma molto probabilmente – affermava – sarebbe morto prima di portarla a compimento. Trent’anni dopo la saga è costituita da otto libri, una serie di fumetti Marvel, un progetto televisivo/cinematografico e si prefigura come l’opera magna dell’autore statunitense e spero sinceramente di gustarmela il più possibile.

«L’uomo in nero fuggì nel deserto, ed il pistolero lo seguì»

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2 thoughts on “L’ultimo Cavaliere (1982) di Stephen King

  1. Questa per me è LA saga.
    Sono legato a doppio filo a questa serie.
    Quando ero un quattordicenne mia madre era preoccupata che non leggessi e allora, da donna saggia quale è, andò in libreria e mi scelse un libro.
    Quel libro era per l’appunto “L’Ultimo cavaliere”.
    Per me fu una vera e propria rivoluzione: scoprì l’epica, il western (difatti per me è clint eastwood ad avere l’aspetto di Roland e non il contrarioXD) e la letteratura. Di lì in poi cominciò la mia “carriera” di lettore, la mia queste infinita attraverso pagine e pagine.
    Finì di leggere la saga all’ultimo anno di università.
    Per me il viaggio di Roland e compagni (vedrai, vedrai) è durato una vita, la mia.

    • ah Davide,
      finalmente ci ritroviamo anche qui, grazie di essere passato e grazie per questo splendido contributo molto personale. Anche per me King è stato fondamentale nell’adolescenza, lessi moltissimi suoi libri per poi passare ad altro.. Ora, anche se questo mi ha lasciato un po’ frastornato, proseguirò. E lo farò fiducioso anche grazie alle tue parole. Adesso attendo un commento quando posterò le mie impressioni future sulla trilogia di Auster.

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