Tenera è la notte (1934) di Francis Scott Fitzgerald

coverComincio subito col dire che non ho gli elementi per un’esauriente analisi del romanzo in questione, non so nemmeno bene quale sia la versione pubblicata dalla Newton Compton in un’edizione comoda, ma che lascia un po’ a desiderare e che è quella in mio possesso. Del libro infatti esistono varie versioni, come wikipedia mi informa, ma al di là di questo non sono nemmeno informatissimo sulla biografia dell’autore a parte quello che trovo in rete e il romanzo in questione contiene molti elementi autobiografici. Fitzgerald racconta lo splendido e decadente mondo dell’età del jazz, spostandosi questa volta in Europa dove Dick Diver, psichiatra, insieme alla moglie Nicole, conducono una vita fatta di lusso, agiatezza e piacere tra gli americani che contano nella riviera francese. L’apparente idillio inizia a dare segni di squilibrio con l’arrivo della giovane stella del cinema Rosemary Hoyt, la quale si innamorerà subito del nostro dottore. Il romanzo parte da questo inizio,in cui facciamo la conoscenza di questo mondo dorato attraverso gli occhi dell’inesperta Rosemary, per poi condurci nell’esistenza dei Diver (alter-egos di Fitzgerald e sua moglie Zelda), dagli anni in cui Dick conobbe Nicole, affetta da schizofrenia fino all’epilogo poco felice del loro matrimonio. Ho trovato, come negli altri suoi romanzi che ho letto, lo stile che tanto mi piace dell’autore; in questo caso, forse per il forte elemento autobiografico, sono riuscito a seguire molto facilmente la vicenda e mi sono subito appassionato ai personaggi, all’ambiente in cui si muovevano e alla semplicità con cui l’autore riusciva a ritrarne le caratteristiche. Da molti considerato un romanzo controverso, forse il meno riuscito, probabilmente anche a causa della lunga gestazione e i vari rimaneggiamenti, è però il più sofferto e personale: lo spessore del personaggio di Dick/Fitzgerald è riuscito, traspare molta più umanità che nei vari Gatsby o Blayne e si condivide il fallimento finale, del protagonista e dello stesso autore, anche lui impotente di fronte alla malattia che ha logorato la moglie Zelda. Molta parte del romanzo è dedicata infatti all’analisi della “malattia” di Nicole, dello shock che l’ha fatta diventare quello che è e dell’ambiente clinico intorno a lei: rispetto ad altre sue opere precedenti, c’è quindi meno attenzione nel raffigurare la magica atmosfera della cosiddetta età del jazz, propendendo più ad un’introspezione psicologica tutto sommato efficace. Non rientro quindi tra la critica delusa, ma ho effettivamente apprezzato questa fase più personale dell’opera di Fitzgerald, una lettura che non mi ha affaticato, per nulla pesante che mi sento di consigliare a tutti coloro che si sono avvicinati all’autore e intendano prima o poi approfondirne la conoscenza.

“Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente.”

 

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3 thoughts on “Tenera è la notte (1934) di Francis Scott Fitzgerald

    • ne sono lieto, se conosci un po’ l’autore allora è una lettura quasi obbligata, oltre alla prosa sempre splendida si ha un’immagine di Fitzgerald più completa. Continua a seguirci, complimenti per il tuo blog.

      • Ammetto di aver letto solamente “Il grande Gatsby” ma il suo stile mi ha conquistata e mi ero già ripromessa di leggere anche gli altri suoi lavori! Inizierò da questo!

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