Il figlio (2002) di Jean-Pierre e Luc Dardenne

8022469068294Olivier gestisce una falegnameria per ragazzi problematici usciti dal riformatorio. Un giorno Olivier si trova a insegnare il mestiere al giovane Francis e si scopre particolarmente turbato perché il ragazzo è stato il responsabile della morte di suo figlio, ormai cinque anni fa. L’uomo, inspiegabilmente, cerca in qualche modo di seguire il ragazzo e occuparsi di lui fino a che la verità verrà a galla. Una storia che è un macigno raccontata in modo asciutto, scarno e volutamente realistico: la cinepresa è sempre alle spalle di Olivier, durante la routine lavorativa, mentre deve fare i conti col passato e la famiglia distrutta da quel tragico evento (la ex moglie che si risposa) e lo vede soffermarsi sulla spacconeria delicata e apparentemente innocente del giovane Francis. Stando alle spalle dell’uomo lo spettatore si immedesima senza però comprendere quello che scatta nella mente di Olivier, non sa se vuole aiutarlo, avvicinarlo per ucciderlo, fargli capire la gravità di quanto commesso o semplicemente avere di nuovo un figlio da crescere, una persona che abbia bisogno di lui e che in silenzio faccia breccia nella sua vita solitaria. olivier-gourmet-le-fils-500x353La tensione è palpabile come nel migliore dei thriller, abbiamo una vittima, un assassino, una colpa espiata, ma niente in questo caso è semplice perché in fondo abbiamo un padre solo, distrutto, incapace di comunicare se non nel lavoro e un ragazzo altrettanto solo, troppo piccolo per riprendere la propria vita in mano senza l’aiuto di qualcuno e forse Olivier è l’unico in grado di farlo. La regia dei fratelli Dardenne (il mio primo loro film e non penso sarà l’ultimo) aggiunge spessore alla storia: non vi sono musiche, solo la telecamera a mano che segue il protagonista, un realismo voluto e tutt’altro che sensazionale in grado di calare la tragicità della storia nel quotidiano della “gente comune”, limitando i dialoghi e soffermandosi sull’espressività dei volti.

Sicuramente una visione non leggera, da affrontare con la giusta serenità, ma che mi sento di consigliare, anche per vedere un modo diverso e particolare di affrontare tematiche del genere.

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