La verità sul caso Harry Quebert (2012) di Joel Dicker

copj170.aspNe sentivo parlare ovunque e dato che si stava avvicinando la fatidica settimana di mare (lettino rigorosamente sotto l’ombrellone) ecco che questo titolo si prestava per l’occasione. Un thriller che vede protagonista un giovane scrittore, Marcus Goldman, in pieno blocco della scrittura, il quale si ritrova ad aiutare il suo amico e mentore, lo scrittore Harry Quebert, accusato di aver ucciso una quindicenne, Nora Kellergan, nel 1975. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato ora nella proprietà di Quebert e la ricostruzione della vicenda porta a galla un mondo torbido in cui tutta la cittadina di Aurora, nel New Hampshire, è coinvolta. La storia è accattivante, lo ammetto, quel vago senso di dramma di provincia, la vittima ambigua alla Laura Palmer, l’ambientazione e i flashback anni ’70 fanno il loro lavoro; anche la scrittura molto semplice è quella del best seller fatto e finito, quindi il libro perfetto per accompagnare la spiaggia e isolarsi dalle chiacchiere dei vicini di ombrellone. Quello che però non mi è andato giù è la stucchevolezza, riproposta in quasi tutto il romanzo (700 e oltre pagine) nelle parti riguardanti il rapporto tra i due scrittori protagonisti: un continuo di complimenti reciproci, frasi da baci perugina, ovvietà che oltre a essere inverosimili sanno proprio di finto e grossolano a tal punto che mi veniva di sperare in un colpo di scena in cui si scopriva che tutto ciò era un bluff. Questo nun è accaduto e mi sono ritrovato a seguire l’interessante indagine con parti spesso ripetute, volutamente ad indicare i progressi di Goldman e delle indagini ufficiali, che non hanno fatto altro che appesantire il tutto. Di questa seppur scorrevole lettura mi rimane solo la curiosità di vederne in futuro la trasposizione cinematografica (magari una miniserie tv di media qualità) che avrà almeno il pregio di non utilizzare il mezzo del “romanzo scritto dallo scrittore sul romanzo che lo scrittore scrive” che a mio avviso, pur essendo l’unico valore aggiunto al normale romanzo thriller, è risultato solo fastidioso. Nella media è la caratterizzazione dei personaggi e le dinamiche della cittadina: il personaggio più interessante è sicuramente quello di Nora, una quindicenne con problemi ben al di sopra della media delle sue coetanee. Peccato.

“Un nuovo libro, Marcus, è una nuova vita che inizia”

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2 thoughts on “La verità sul caso Harry Quebert (2012) di Joel Dicker

    • facci sapere che ne pensi..ma non farti influenzare dal mio parere non troppo positivo 🙂 è scorrevole e va giù che è un piacere

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