Una piccola storia ignobile (2007) di Alessandro Perissinotto

copj170.aspOgni tanto cerco di tenermi aggiornato sugli autori italiani contemporanei, soprattutto per quanto riguarda il giallo/noir/thriller e pochi giorni fa sono incappato in questo titolo di Perissinotto, il primo che vede come protagonista Anna Pavesi, la psicologa. In questo piccolo volume la donna viene contattata da una signora del jet set milanese affinché la aiuti a ritrovare il cadavere scomparso della sorellastra che conosceva a malapena, morta in seguito ad un incidente. La Pavesi, a corto di soldi, accetta questo incarico insolito per la sua professione e inizia un’indagine fuorilegge che la porterà in un mondo lontano, ma nello stesso tempo vicino: quello dei lavoratori stagionali, delle fabbriche seminascoste dalla nebbia, delle relazioni adultere e delle prostitute infreddolite e impaurite. Ha molti pregi questo romanzo: la storia viene sviluppata nell’arco di pochi giorni, una protagonista insolita e tutto sommato molto normale, una vicenda che sembra seguire uno schema ma che in fondo è frutto del caso (non a caso il riferimento a La promessa di Durrenmatt), dinamiche verosimili e un discreto colpo di scena finale. Dalla sua ha un’ambientazione affascinante e molto noir, l’hinterland milanese con le sue nebbie inesorabili, nelle quali si dubita di ogni cosa e in cui galleggiano cascine e fabbriche, così come interessante è l’immagine che viene data della città alta di Bergamo, luoghi mai visitati che non credevo potessero colpirmi. Buona la scelta della narrazione in prima persona, si tratta del flusso di coscienza della nostra protagonista mentre si trova sul punto di scoprire la verità e utilizza il racconto per ripercorrere le fasi dei ragionamenti che l’hanno portata alla conclusione. Nello stesso tempo però il tutto è molto legato a elementi che circoscrivono l’universalità della storia: si parla di marche di auto, di programmi televisivi, di personaggi radiofonici, orari di treni, crisi fiat, dettagli insomma troppo contingenti che legano per sempre il libro ad un momento storico. Da una parte ciò può essere visto come estrema precisione da parte dell’autore e profonda attenzione al realismo, dall’altra la storia risulta troppo vincolata (cosa che non succede per fare un esempio con Il suggeritore di D. Carrisi). In conclusione la storia c’è, riesce a calare l’incubo nelle pieghe della normalità e anche lo stile non è male per questo piccolo noir atipico all’italiana.

“Metto tutto il mio raziocinio a interpretare i rumori che si producono sotto la mia pala: il fruscio liquido della terra che si lascia penetrare, il cozzare metallico della lama contro qualche sasso, il silenzio sospeso di quando la sollevo. Quale sarà il rumore del cadavere?”

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