A Venezia… un dicembre rosso shocking (1971) di Daphne du Maurier

veneziamaurierGli incontri più impensati capitano casualmente. E’ successo così con questa raccolta di racconti che ho scovato verso le 1:30 di notte in una bancarella nei pressi di un concerto ska. Mi ha attirato il titolo, lo stesso di un film cult anni ’70, tratto appunto dal primo dei cinque lunghi racconti di questo libro e non posso dire di essere rimasto deluso. L’autrice – che non conoscevo – spazia dal thriller soprannaturale allo spionaggio, dal dramma familiare agli esperimenti scientifico/medianici per toccare anche furbescamente qualche caposaldo religioso in un modo leggero, a tratti anche anonimo, ma per quanto mi riguarda efficace. All’inizio di ogni storia non si sa mai dove si vada a parare, ma l’atmosfera è sempre la stessa: qualcosa di ignoto sta per accadere, qualcosa di inspiegabile entra in scena turbando le vicende dei diversi protagonisti. E’ una sensazione quasi impalpabile ma passa attraverso le pagine in modo naturale, senza sconvolgere, senza far gridare al capolavoro e senza terrorizzare, lasciando comunque il lettore perplesso. Ogni storia segue mondi e ambientazioni diverse: nella prima siamo in una Venezia spettrale con i suo calli labirintici, ci spostiamo poi a Creta (Non dopo mezzanotte), selvaggia e misteriosa per poi seguire la ricerca nel passato nelle campagne irlandesi (Un caso limite), poetiche quanto isolate dal resto del mondo; nella quarta siamo invece a Gerusalemme tra turisti e folle di pellegrini (La Via Crucis), mentre nell’ultima (La scoperta) – forse la mia preferita – finiamo lungo la costa orientale dell’Inghilterra, oltre inospitali brughiere, di fronte al mare impetuoso. Ogni luogo è reso affascinante, adatto alla storia raccontata, così come lo sono i protagonisti nella loro normalità: ne La Via Crucis si affollano molti personaggi, simpaticamente dipinti e riusciti nei loro vizi ed esagerazioni. Una lettura anomala, ma nel suo piccolo interessante per chi, come me, ama le storie che strizzano l’occhio a ciò che è nascosto nelle pieghe della realtà.

“Avevamo afferrato l’energia, l’energia aveva dato fuoco alla scintilla, e da allora in poi era parsa tessere mondi e mondi di scoperte.”

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