Long Weekend (1978) di Colin Eggleston

long-weekend-movie-poster-1978-1020247914Non propriamente horror, ma nemmeno fantathriller, direi più incubo ecologico forse. Non ricordo dove avessi sentito parlare di questo film, sono però riuscito a recuperarlo per intero sul tubo e a vederlo senza sottotitoli e senza grandi idee di quello che avrei guardato. Esiste anche un remake con Jim Caviezel del 2008 ma ancora non mi è capitato di vederlo.La trama – in breve – segue il tentativo di una coppia in crisi di risollevarsi, trascorrendo un weekend in un luogo della costa australiana semideserto, facendo campeggio e rilassandosi senza badare alla cura e al rispetto di quel paradiso naturale. L’atmosfera è però ancora tesa (lui arrogante e fastidioso, lei iper-nervosa), ogni scusa è buona per discutere e il viaggio si complica quando iniziano a non trovare la giusta strada per la loro destinazione e finiranno in un incubo in cui la natura sembra avercela con loro. Su due piedi sembrerebbe una storiella qualsiasi, ma nel suo piccolo riesce nell’intento di turbare lo spettatore creando un’atmosfera estraniante in cui suoni, versi animali e paesaggi sono i veri protagonisti. Da subito infatti la telecamera, quasi come in un documentario, è attenta nel notare il disagio della natura nei confronti del comportamento sfrenato dell’uomo moderno e quando i nostri si avventureranno nella loro vacanza, sembrerà in effetti di vederli finire in una trappola già da tempo allestita da Madre Natura. vlcsnap-2012-03-02-00h17m26s251I due inoltre si attirano in un attimo le antipatie dello spettatore, spargendo immondizia, uccidendo animali e per questo, da protagonisti, vittime di loro stessi e delle loro ripicche amorose, diventeranno semplicemente bersagli di un nemico invisibile. La tensione è dosata alla perfezione, le tipiche musiche tutte synth e pathos accompagnano il lento svilupparsi degli eventi, trasformando quel paradiso in cui l’occhio si perde in un inferno mortale. Non c’è speranza, ma solo il ristabilimento delle leggi della natura, attraverso un messaggio di denuncia di certi atteggiamenti della società contemporanea (pur essendo del ’78 è tuttora attuale). Un gioiellino riscoperto per caso e decisamente consigliato anche a chi ha apprezzato titoli come Ma come si può uccidere un bambino? e E venne il giorno.

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