Logica Fantastica (1998) di Lewis Carroll

logicaCome qualcuno mi ha già fatto notare, ultimamente recensisco spesso pubblicazioni di Stampa Alternativa. Non posso negarlo e ammetto anche la loro capacità di incuriosirmi con opere spesso poco conosciute; il basso prezzo fa poi in modo che io mi ritrovi ad accumulare i loro titoli spasmodicamente.
Questa volta il contenuto del volume è particolare, non si tratta infatti ne di un saggio ne di un romanzo, bensì di una serie di sillogismi tratti da un testo di logica a cura del prof. Charles Lutwidge Dodgson (noto ai più come Lewis Carroll autore, tra le altre cose, di Alice nel paese delle meraviglie).
Per tutte le persone interessate ad una lettura completa riporto il nome del libro da cui sono stati tratti gli esempi: Symbolic Logic, reperibile gratuitamente e in lingua originale al seguente link.
Per quanto riguarda il libricino in mio possesso c’è veramente poco da commentare, 31 pagine di sillogismi a difficoltà crescente a partire dal secondo fino ad arrivare al decimo grado.
L’opera nasce dalla volontà dell’autore di sviluppare le capacità logiche e analitiche del lettore, Carroll è convito che, grazie a tali strumenti, sia possibile elaborare le informazioni le quali giornalmente ci vengono proposte in maniera più razionale.
Stampa Alternativa, purtroppo, travisa del tutto la volontà dell’autore e commette, a mio parere, almeno due gravi errori di interpretazione nella presentazione del libretto. Dapprima titola, tale presentazione, Logica Antiautoritaria; titolo di sicuro effetto aimè poco calzante con l’opera. La volontà, già ravvisata altrove, di dare senso politico dove in realtà non ve ne è traccia risulta fastidiosa; sottolineo inoltre che la chiave di lettura proposta non è presente in nessun altra critica di Symbolic Logic reperibile in rete.
Secondo errore, ancor più incredibile, è la banalizzazione del significato del testo, operata dalla sig.ra Carla Muschio (autrice dell’introduzione) che ne sminuisce il valore suggerendo una semplice e sciocca lettura in chiave puramente fantastica e spensierata. L’espediente utilizzato (sulla validità delle “premesse”) per confutare la tesi dell’autore inglese è poco azzeccato e denota una certa superficialità, lo stesso Carroll chiarisce ogni dubbio nella sua, ben più lucida, introduzione.
Le “premesse”, come le definisce l’autore, devono essere considerate come degli assunti matematici e come tali veri, sindacare sulla loro plausibilità è un errore logico difficilmente accettabile da chi è chiamato ad introdurre un lavoro di questo tipo.
La lezione del “padre” di Alice non va sminuita ne sottovalutata, sforzarsi di trovare i legami logici tra premesse e conclusioni costituisce un ottimo allenamento per le nostra capacità di valutazione. E’ incredibile osservare come da “premesse” distanti tra loro si posano ricavare conclusioni inaspettate e allo stesso tempo logicamente corrette; con un piccolo sforzo è facile utilizzare anche una logica inversa, la conclusione che non rispetta le sue “premesse” è logicamente errata; è questa l’analisi critica più profonda alla quale Carroll, a mio parere, ci vuol condurre.
In conclusione, una raccolta ricca di livelli interpretativi, il no sense dell’autore è sempre presente e caratterizza ogni esempio ma, come già detto, sarebbe un errore fermarsi ad un lettura squisitamente fantastica senza cogliere altri fondamentali aspetti.
Sono felice di aver approfondito anche questo lato di Lewis Carroll, purtroppo rimane la sensazione che quelli di Stampa Alternativa non sempre abbiano letto o almeno abbiano cognizione di quanto viene pubblicano.

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5 thoughts on “Logica Fantastica (1998) di Lewis Carroll

  1. Ho letto anche io questo libretto di L.Carroll, ma sotto un altro titolo “Una storia intricata : racconti matematici”, stessa traduttrice (ahimé) Carla Muschio, stessa casa editrice.
    Purtroppo questi svarioni da casa editrice sono frequenti: in diverse biblioteche si posson trovare delle traduzioni di classici latini Utet da far rabbrividire. (Ovviamente l’Utet si è ripresa, ma “scripta manent”)
    Ho trovato la lettura molto divertente, un ottimo esercizio per la logica. Ti consiglio anche la raccolta di racconti matematici, pubblicata, se non erro, da Mondadori (nel caso tu non l’abbia letta): c’è un racconto di Borges straordinario che traduce molto bene il concetto, non facile e non poco problematico, di infinito matematico. Come avrai notato sono molto sensibile alla frizione delle “due culture”, universo scientifico e sensibilità umanistica, e come ultimo input/confronto ti consiglio di dare un’occhiata a quello che ho scritto su Levi (un abstract rimaneggiato della mia tesi).

  2. Grazie per i consigli molto interessanti. Sul concetto di infinito, non esclusivamente matematico avevo letto un interessante libro di Zichichi. Adesso mi vado a leggere il tuo articolo di Primo Levi, autore che non ho ancora recensito ma per il quale nutro un certo interesse, ho acquistato da poco anche un raccolta omnia di suoi racconti; avevo scritto qualcosa nella recensione di Macchine Fantastiche.
    Grazie per la visita e a presto!

  3. Spulciando Le scienze Blog (Le scienze è il mensile che pubblica e traduce gli articoli del Scientific American ) ho trovato questo articolo, magari ti interessa… si intitola “La scimmia di Lewis Carroll (e di Sam Loyd)”, articolo contenuto nella rubrica “Rudy matematici”. Metto il link ma non so se wordpress me lo oscurerà http://rudimatematici-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/11/19/la-scimmia-di-lewis-carrol-e-di-sam-loyd/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

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