Tu sei il male (2011) di Roberto Costantini

Tu sei il male recensioniRoma,1982. Il giovane e turbolento ispettore Michele Balistreri si trova ad indagare invano su un tremendo delitto avvenuto la notte della finale vittoriosa dei mondiali. Nel 2006, sempre durante la notte della finale dei mondiali, la madre della vittima di quell’omidicio rimasto senza colpevole, si getta dalla finestra. Il suo suicidio spingerà l’ormai adulto Balistreri a riaprire quella ferita, scoprendo collegamenti con un’indagine attuale che vede coinvolto il mondo della politica e non solo. Avevo voglia di immergermi in un thriller e questo titolo e le notizie che si sentivano in giro mi hanno convinto prima di subito, nonostante le imponenti dimensioni. Costantini nella sua opera prima ci presenta un esemplare thriller tutto italiano, ricco di personagg bene o male definiti, capace di creare un’immagine del nostro paese attuale e piuttosto convincente. Gli elementi per gli appassionati del genere ci sono tutti: un poliziotto dal passato difficile (anche un po’ antipatico va detto), un efferato crimine irrisolto, lunghe indagini dettagliate, coinvolgimenti della politica e delle alte sfere religiose arrivando a sfiorare elementi di spionaggio.  Devo ammettere che, seppur con qualche lungaggine di troppo, la lettura è stata avvincente, l’ultima parte con i vari colpi di scena l’ho praticamente divorata, ma questa non è una motivazione sufficiente per me per decretare il successo di un romanzo del genere. La storia per quanto affascinate è risultata troppo, davvero troppo e aggiungo inutilmente, complicata: coincidenze, collegamenti esili e inverosimili tra la moltitudine di personaggi, casi aperti e richiusi,  tanto che ad un certo punto si perde il conto delle vittime e non si capisce più su cosa si sta indagando e chi si sta cercando. L’autore, bravissimo nell’architettare questa sinfonia di fatti e personaggi, secondo me ha forse un po’ esagerato, lasciandomi disorientato in più punti durante la lettura. Un’altra cosa che non ho percepito è la personalità dell’autore: il romanzo è scritto bene, ma non ho notato uno stile particolare nella narrazione e mi sono trovato di fronte ad una storia intrigante, ma anonima.  Quello che più ho apprezzato, a sorpresa, è invece il discorso più ampio, lo sguardo alla situazione politica italiana, i giochi di ruolo fra forze dell’ordine e politici, la questione degli immigrati e l’utilizzo a fini politici di crimini e fatti di cronaca, davvero riuscito e non scontato in un romanzo del genere. Lo consiglio, seppur con qualche riserva, sicuramente agli appassionati del genere (ricordando che è il primo volume di una trilogia sul Male).

“Vedo che gli anni le hanno insinuato la saggezza del dubbio. Del resto è uno dei pochi vantaggi dell’invecchiare.”

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