Intervista doppia: La lega degli Straordinari Gentlemen 1,2 di Alan Moore (1999)

La-Lega-degli-Straordinari-Gentlemen-1-coverLa-Lega-degli-Straordinari-Gentlemen-2-coverDopo troppi mesi torniamo a presentare un’intervista doppia e questa volta con almeno un paio di novità.
La prima marginale è sul tema proposto. Parleremo di fumetti, in linea con il percorso che sto intraprendendo nel mondo della nona arte.
La seconda novità è invece molto più sostanziale. Questa volta a farmi da contraltare non sarà l’amico cofondatore di Recensioni Amichevoli (poco incline al fumetto) bensì un gradito ospite esterno; Arpio83 titolare del noto blog nerdpopculture.wordpress.it nonché amico di lunga data e compagno di numerose avventure lucchesi (siamo pronti alla partenza anche per quest’anno).
Al centro dell’intervista uno dei più noti comics star del mondo, lo sciamano Alan Moore e la sua Lega degli Straordinari Gentlemen, in particolar modo tratteremo i primi due volumi pubblicati dalla Bao Publishing (sono quelli letti da entrambi).

Perché hai scelto di leggere proprio quest’opera di Moore, vista l’enorme mole di pubblicazioni a suo nome?

Arpio83: In realtà mi sono dato l’obiettivo di leggere praticamente tutto quello che Moore ha creato nella sua lunga attività. La maggior parte delle opere dell’autore inglese sono considerati dei veri e propri capolavori. V per Vendetta, Watchmen, From Hell e La Lega degli Straordinari Gentlemen sono solo alcune delle meravigliose opere a sua firma. C’è poi la produzione realizzata all’interno delle continuity convenzionali dei fumetti, come tutto l’arco narrativo di Swamp Thing della Dc o il bellissimo Batman: The killing joke.
La Lega degli Straordinari Gentlemen era un passo obbligato.

Gc: Ho letto Watchman qualche anno fa mi colpì molto e mi ripromisi di approfondire l’opera dell’inglese. Per chi, come me, sta cercando di conoscere un po’ meglio il fumetto Moore rimane una tappa obbligatoria. Ho scelto La Lega degli Straordinari Gentlemen perché ambientato in un epoca per me molto interessante; sono poi un appassionato lettore e la fondamentale importanza della letteratura inglese nell’opera mi ha sempre incuriosito.

2Tralasciando per un attimo i disegni, quale aspetto del fumetto ti ha colpito maggiormente a livello generale?

Arpio83: Beh direi in particolar modo lo studio che si trova dietro la storia. Capisco benissimo che per un inglese sia quasi ovvio conoscere molti personaggi della letteratura di casa propria (come se un italiano non sapesse chi sia Mattia Pascal), ma Moore scava all’interno della letteratura ottocentesca in maniera assurda, scova personaggi veramente poco conosciuti e piazza in bella mostra riferimenti a opere di nicchia della letteratura inglese, spesso anche personaggi creati dalla Penny Press britannica, che veramente risultano sconosciuti ai più.

Gc: Alan Moore è senza ombra di dubbio uno degli esponenti maggiori della rivoluzione inglese compiuta sul fumetto supereroistico americano. In quest’opera tenta un operazione ancora più ardua, inserire la componente supereroistica all’interno della letteratura inglese, la fusione di due generi considerati agli antipodi. A colpire maggiormente è poi la mole impressionante di ester egg, citazioni e rimandi ad opere anche minori, presenti praticamente in ogni vignetta. E’ impossibile, senza una valida guida alla lettura (presente attualmente solo in inglese cercando su internet) cogliere puntualmente tutto il lavoro di Moore; pur in questa impossibilità durante la lettura rimane la sensazione ci si sia molto da scavare molto altro da sapere rispetto a quello che si coglie, una sorta di ronzio di sottofondo percepibile ma non sempre comprensibile (a meno di non disporre di una cultura enciclopedica). Questo è certamente l’aspetto più interessante e allo stesso tempo impressionante del fumetto.

Hai ritrovato in questo lavoro caratteristiche riscontrabili anche in altre opere di Moore?

Arpio83: La cattiveria si può dire? Moore esordisce in un momento della storia del fumetto in cui il mezzo deve essere fortemente rinnovato e lo fa tramite la “cruda realtà”, se così si può dire. Alan, insomma, è uno che non te la manda a dire. Se c’è la possibilità di essere buonisti o moralisti, lui neanche la vede, va dritto al punto passando sui suoi stessi personaggi. L’uccisione dell’uomo invisibile ne è la riprova finale, come in Watchmen lo è l’uccisione a sangue freddo di Rorshac o molte cose in V per Vendetta.

Gc: Come ho già detto l’unica altra mia esperienza con Moore è legata a Watchmen, è facile cogliere, pur se in modi del tutto particolari, un forte attaccamento al mondo dei super eroi di stampo americano. Dal punto di visto tecnico ho ritrovato un forte utilizzo di quella che Scott McCloud chiama transizione da momento a momento. Moore, come già in Watchmen ne fa uso per rallentare l’azione, per richiamare l’attenzione del lettore, per dare ritmo alla narrazione.

Quali sono invece le prerogative più innovative presenti nella “Lega”

Arpio83: Sicuramente rispondo con il particolare legame che Moore crea fra i membri della Lega e i suoi nemici. Non è facile, infatti, prendere personaggi dalla letteratura, metterli insieme in una sola storia e creargli dei legami tanto particolari. L’altra grande innovazione, a mio parere, sta nella capacità di Moore di saper creare un mondo fittizio attorno alle sue storie. L’autore non parte solamente da un punto qualsiasi e poi crea un futuro per la sua storia, ma determina anche un certo passato, del quale magari non si parlerà mai, ma esiste, viene accennato e da solidità alla creazione.
Non scordiamo poi il fatto che viaggiando per il mondo i personaggi dei vari Paesi parlino nella propria lingua e non sempre in inglese…è una stronzata ma l’ho trovata molto valida.

Gc: Come ho già detto, prendere la letteratura inglese e rileggerla in un contesto completamente diverso è di per se una bella innovazione. Gli elementi più spiccatamente fumettistici introdotti nel contesto letterario sono principalmente due. La creazione di un universo narrativo all’interno del quale far muovere i personaggi; l’idea si concretizza in un Inghilterra di fine ‘800 particolarmente calzante per tutti i protagonisti pur rimanendo comunque fantastica e allo stesso tempo credibile senza sfociare in un banale steampunk. Il secondo elemento strettamente collegato con il primo è l’introduzione di una continuity, in grado di collocare sia gli eventi presenti nei rispettivi racconti originali, sia quelli narrati nei presenti fumetti. Se in Watchmen Alan Moore aveva cercato di dare una profondità tipicamente letteraria al fumetto supereroistico, nella Lega degli Straordinari Gentlemen introduce delle soluzioni tipicamente supereroistiche all’interno della tradizionale letteratura popolare inglese di fine 800.

3Passando sul fronte disegni, quale è la tua opinione in proposito?

Arpio83: Non posso certo dire che Kevin O’Neil sia uno dei miei disegnatori preferiti. Ho trovato le sue illustrazioni un po’ troppo “rozze”. Gusti personali, ovviamente, ma preferisco dei disegni più fluidi.

Gc: Li ho amati subito, credo sia stata una scelta assolutamente vincente. I disegni spigolosi e sghembi di O’Neil risultano perfetti per il tipo di storia narrata. Senza contare lo sforzo di avvicinarsi allo stile dell’epoca (penso a Dorè) pur mantenendo un dinamismo più moderno. E poi una menzione d’onore al colorista, soprattutto nel primo volume credo che sia stato fatto un lavoro veramente eccezionale in grado di creare un atmosfera sublime.

Meglio il primo volume, maggio 1898 o luglio 1898?

Arpio83: Ehmm…secondo. Il primo appare più come una presentazione della squadra, mentre nel secondo la storia è molto più dinamica e ricca di contenuti.

Gc: Il secondo ha certamente un respiro e una complessità maggiore tanto da aver fatto incetta di Eisner Award a suo tempo. Personalmente però ho provato un maggior gusto nella lettura del primo, sarà stata la novità, sarà stata una fantascienza meno spinta in favore dell’ambientazione più ottocentesca, saranno stati i colori. Non sono in grado di definire la cosa con precisione ma l’ho trovato più piacevole.

Senza ombra di dubbio gli inserti letterari rappresentano una delle parti più controverse dell’intero lavoro, pensi riescano a aggiungere qualcosa all’opera o posso essere considerate delle semplici piacionerie fine a se stesse dell’autore?

Arpio83: Beh, piacionerie mi sembra un temine azzardato. Sono sicuramente un fruttuoso esperimento dell’autore di voler collocare temporalmente il romanzo nella storia vittoriana. Benché le prime strisce a fumetti nei giornali iniziavano a comparire alla fine dell’800 (Yellow Kid), era piuttosto utopico per l’epoca pensare di poter pubblicare un intero libro a fumetti. Alan Moore tenta di far credere più volte che l’opera appartenga a quell’epoca (basta leggere i finali di ogni capitolo) e l’introduzione delle piccole novelle letterarie rende il tutto più convincente, anche se alla fine si tratta semplicemente di storie parallele dei membri della Lega, anche se comunque in linea con tutto ciò che lo stesso Moore racconta nella sua opera.

Gc: Non sono inserti superflui, su questo non c’è ombra di dubbio, rientrano perfettamente nel piano ideato da Moore per la costruzione del suo universo narrativo. Ho trovato la storia di Quatermain presente nel primo volume molto azzeccata; costituisce una sorta di prequel alle vicende appena narrate ma allo stesso tempo introduce elementi comprensibili solo a partire dalla lettura del secondo. Quindi un giudizio senz’altro positivo nel complesso, forse nel secondo volume, dove tutto è stato amplificato, l’inserto risulta un po’ troppo lungo e pesante tanto da risultare difficilissima la sua lettura completa.

Cosa ne pensi del lavoro svolto dalla Bao per questa pubblicazione?

Arpio83: Adoro la BAO, poco da fare. Da qualche anno a questa parte, questa piccola casa editrice italiana sta producendo roba veramente bella e valida e ristampando altra roba in maniera del tutto sublime. La BAO è stata la prima casa editrice in Italia a far uscire il ciclo completo delle storie della Lega degli Straordinari Gentlemen, mentre altri prima di lei si erano limitati ai primi due volumi, la Planeta De Agostini addirittura ha fatto uscire solo il primo volume e mai il secondo, in un formato enorme e abbastanza costoso.

Gc: Penso che in generale il lavoro svolto in questi anni dalla BAO sia eccellente e questa edizione elegante ben si adatta all’opera. L’unico appunto che posso fare e sulla grandezza scelta, forse un po’ troppo ridotta. Ho avuto modo di leggere un paio di uscite dell’ABC Comics (formato rivista) e devo dire che le tavole ne giovavano non poco.

Acquisterai e leggerai anche i rimanenti della serie?

Arpio83: Appena ho della liquidità…mi sto svenando…

Gc: Sicuramente ma non a breve, Lucca è vicina e gli acquisti non mancano.

Come di consuento… saluta tutti e fatti un po’ di pubblicità (ma soprattutto facci un po di pubblicità ne abbiamo più bisogno di te!!!)

Arpio83: Carissimi followers di Recensioni Amichevoli: perché mettete follow e poi non seguite il blog? Non sapete quante discussioni da bar ho dovuto sorbirmi con questi due, mentre io mi vanto delle visite che ricevo giornalmente (è tutto merito del nome, in realtà scrivo solo fregnacce). Comunque seguiteli e seguitemi…seguiteci…non so che altro dire…non sono bravo quando mi rivolgo direttamente a qualcuno…ciao!

Gc: Speriamo che il nostro amico porti un pò di traffico supplementare al Blog… altrimenti che l’ho invitato a fare (l’invito non è stato affatto casuale)

1Nell’intervista è stata dimenticata la domanda (mea culpa) sul film liberamente tratto da questi fumetti. La mia opinione da quello che so è molto più morbida rispetto a quella di Arpione che invito a rispondere nei commenti, come invito i visitatori a dirci cosa ne pensano di questa bella serie.

Annunci

4 thoughts on “Intervista doppia: La lega degli Straordinari Gentlemen 1,2 di Alan Moore (1999)

  1. L’ha ribloggato su Pop Culturee ha commentato:
    Non ribloggo mai, perché credo che ogni blog abbia una sua originalità, ma stavolta sono obbligato, visto che sono uno dei due protagonisti di questa intervista doppia a tema fumettistico. A concedermi spazio sono stati gli amici di Recensioni Amichevoli, blog di recensioni letterarie e funettistiche. A voi l’arduo giudizio.

  2. Grazie a tutti!
    Il film più che brutto (ammetto che all’epoca mi piacque) è veramente troppo lontanto dalle suggestioni del fumetto e dagli intenti di Moore. Credo sia questa la cosa che più dia fastidio del film.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...