Alice, Sweet Alice (1976) di Alfred Sole

Alice_Sweet_Alice_reviewLe piccole sorelle Alice e Karen litigano sempre: Alice, la più grande, ha degli strani comportamenti, si mette delle maschere per spaventare la piccola, è gelosa di lei e provoca continuamente il padrone di casa in modo irriverente. Il giorno della comunione di Karen, quest’ultima verrà brutalmente uccisa e i primi sospetti vedranno l’ambigua Alice come principale indiziata. Si è concluso un weekend di Halloween particolarmente fruttifero dal punto di vista dei film visti, sono riuscito a ricavarmi un po’ di tempo e recuperare qualche gioiellino nascosto che mi era sempre sfuggito. La pellicola in questione mi ha sinceramente colpito, la visione si è rivelata gustosa e particolare, sfiorando varie sottocategorie del genere “horror” fino a crearsi uno spazio tutto suo ancora intatto. Alice Sweet Alice 2Abbiamo vari tòpoi che coesistono in modo tutto sommato riuscito: c’è la bambina diabolica dallo sguardo malevolo, che gioca con le candele e si mette delle maschere a dir poco terrificanti, c’è la maschera in sè, da sempre strumento efficace nel cinema horror in grado di spaventare anche solo con un fotogramma, c’è l’ambiente religioso bigotto nel quale si alimentano sospetti, c’è l’assassino misterioso e gli indizi fuorvianti che mantengono alta l’attenzione del pubblico come nel più classico dei thriller. Non siamo quindi di fronte ad uno slasher, pur non mancando simpatici elementi gore, ma nemmeno ad un giallo vero e proprio ed è per questo che il film acquisisce un suo valore, riuscendo a mio avviso a non sentire il peso degli anni passati. Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte ad una pellicola elegante: si gioca con le inquadrature ad effetto che ricordano Hitchcock, musiche e sonoro sopra le righe (wikipedia ci dice che se ne occupò colui che aveva già lavorato per Carrie appunto), effetti speciali firmati William Lustig (Maniac) ed interpretazioni giustamente eccessive sfiorando il grottesco (v. la zia di Alice) che contribuiscono a dare quel senso straniante di incubo. aunt_annie_alice sweet aliceLa figura dell’assassino con la maschera e l’impermeabile giallo ricorda inoltre l’oscura figura del cult di Nicolas Roeg “A Venezia un dicembre rosso shocking” al quale il nostro regista ha ammesso di essersi ispirato (sempre wikipedia). Insomma nel complesso abbiamo un film attento ai generi a cui attinge, ma carico di personalità e in grado di restare nell’immaginario horror: un classico da riscoprire.

P.S. in italiano sembra essere stato distribuito come “Comunione con delitti” (infelice trasposizione come spesso accade), nel mio caso l’ho recuperato in lingua originale nel fantastico mondo di internet.

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2 thoughts on “Alice, Sweet Alice (1976) di Alfred Sole

    • Sì, una scelta infelice soprattutto perché sposta l’attenzione sulla comunione (?!) e non sul personaggio ambiguo di Alice, recuperalo appena puoi e facci sapere 🙂

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