America oggi (1993) di Robert Altman

Short-Cuts-1993-Hollywood-Movie-Watch-OnlineNon ho un buonissimo rapporto con i film corali: in genere la moltitudine di storie e protagonisti mi affascina, soprattutto quando queste storie sono tra loro collegate, ma nello stesso tempo non mi cattura mai in pieno, forse proprio per il poco spazio dato ai vari personaggi. Ultimamente però, dato forse il poco tempo a mia disposizione, ho scoperto di apprezzare la forma del racconto o del romanzo breve e, dopo aver saputo che il film di Altman era ispirato ad alcuni racconti di Raymond Carver, mi sono gettato sui 180 minuti di questo film di cui avevo sempre sentito parlare.  La pellicola, vincitrice del leone d’oro a Venezia, si apre in modo imponente con gli aereri sopra Los Angeles che spargono una sostanza per debellare l’infestazione di un parassita che sta attaccando la città: ci vengono quindi presentati i vari protagonisti di questa torrida estate californiana che vanno dalla cameriera sposata con un alcolizzato alla giovane violoncellista, dal truccatore del cinema a tre pescatori alle prese con un cadavere, dalla casalinga tradita al bambino investito il giorno prima del suo compleanno. shortcuts_1993Le storie sembrano incontrarsi tra loro, spesso in modo casuale, in un affresco gigantesco in cui è solo lo spettatore che può esprimersi e giudicare quanto accade: non vi è morale da parte dell’autore, ma solo volontà di rappresentare personaggi al limite, quotidianità fatte di abitudini, menzogne e incomunicabilità, fallimenti e follie che stanno per esplodere, in pratica l’America di provincia raccontata da Carver, trasposta qui nell’alienante realtà metropolitana di Los Angeles. Un affresco come dicevo in cui ogni sfumatura di colore tratteggia situazioni diverse ma accumunate dal senso smarrimento e incombente tragedia, in cui è difficile individuare personaggi totalmente positivi o negativi, (così come in realtà accade nella nostra vita di tutti i giorni). Da una parte ho ritrovato le atmosfere che tanto mi erano piaciute delle opere dello scrittore, dall’altra, forse per la colonna sonora a tratti jazz, il tutto m’è sembrato meno pesante e quasi patinato: non intendo ciò come una critica poichè forse in questo modo le tre ore di film sono risultate decisamente più scorrevoli. Il cast lunghissimo presenta nomi importanti del cinema americano, da Julianne Moore a Jack Lemmon, da Tim Robbins a Robert Downey Jr: ognuno ci mette del suo nel rendere i personaggi estremamente veri, senza esagerare o risultare sopra le righe e senza cadere nel macchiettistico. Una visione importante, un ritratto onesto e sincero di un mondo che è pur sempre il nostro.

“I hate L.A. All they do is snort coke and talk. “

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