La casa del sonno (1997) di Jonathan Coe

casa del sonnoAshdown è un edificio imponente, a picco sulla scogliera, e negli anni ’80 è la casa degli studenti del vicino college: qui si intrecciano le storie di Sarah, narcolettica incapace di distinguere isogni dalla realtà, Gregory fissato col sonno degli altri, Terry studente di cinema che passa le sue giornate a dormire senza ricordare nulla dei suoi sogni e Robert, studente di lettere timido e introverso. Dodici anni dopo Ashdown è la sede di un centro medico che si occupa dei disturbi del sonno e le vite dei protagonisti torneranno ad intrecciarsi, tra equivoci, drammi e assurdi coinvolgimenti. Finora è questo il romanzo di Coe più convincente che abbia letto; La famiglia Winshaw e Questa notte mi ha aperto gli occhi mi avevano sì intrigato ma non del tutto appassionato. In questo caso l’intreccio tra passato e presente e la profonda semplicità e umanità dei protagonisti mi ha davvero coinvolto; l’autore è riuscito a creare quell’atmosfera nostalgica nei confronti degli anni universitari grazie alla descrizione di semplici momenti, senza tralasciare l’ansia nei confronti del mondo del lavoro e la difficoltà nel gestire responsabilità sempre più grandi. L’utilizzo del sonno e di tutti i fenomeni ad esso connessi è poi la trovata geniale, apparentemente bizzarra, che serve da collante nelle varie vicende: discorsi fatti nel sonno, svenimenti improvvisi, insonnie decennali e studi fantasiosi mescolano gli eventi, allontanando e avvicinando i protagonisti e perché no, infilandosi anche in una storia d’amore. Nei momenti più degenerati invece, gli esperimenti di Gregory nei sotterranei di Ashdown ne sono una prova, si respira un’aria quasi fantastica che non stona per niente con la normalità delle vicende dei nostri.  Coe dimostra di essere padrone delle sue idee, del mezzo romanzo e di una scrittura sicura, inserendo registri diversi (lettere, tracciati scientifici, recensioni cinematografiche, poesie) con leggera maestria. Una lettura davvero coinvolgente, uno di quei romanzi da regalare da leggere prima di addormentarsi.

Terry era un oniromane: i suoi sogni costituivano la parte più pura, preziosa e necessaria della sua vita, e per questo trascorreva almeno quattordici ore al giorno dando loro la caccia attraverso la sua mente addormentata.

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