Souvenir dell’Impero dell’Atomo (2013) di Smolderen Thierry, Clérisse Alexandre

Souvenir-dell-Impero-dell-Atomo-1A differenza delle mie ultime recensioni questa volta mi occuperò di un lavoro uscito in Italia da pochissimo tempo abbandonando la mia naturale propensione per opera più datate. Il curioso titolo scelto è, un poco velato omaggio, ad un noto romanzo di uno dei massimi esponenti della fantascienza classica Alfred Elton van Vogt e il suo “Impero dell’Atomo”. L’autore e il libro si ascrivono a quella che viene definita la Golden Age della fantascienza, la quale va dalla fine degli anni trenta alla metà, circa, degli anni cinquanta (per informazioni più precise, soprattutto per quanto concerne lo stile narrativo rimando alla solita Wikipedia). La mia idea iniziale era quella di scrivere una sorta di recensione comparata tra fumetto e romanzo, per quanto i punti di contatto siamo limitati. Idea naufragata vista la quasi totale irreperibilità del libro in questione, datato 1964. Viste le premesse inizio con l’osservazione più scontata, questo fumetto è prima di ogni altra cosa una dichiarazione d’amore alla fantascienza del tempo, alle sensazioni da essa generate, allo spirito del periodo; in una sorta di raffinata operazione nostalgia. I particolari disegni di Clerisse richiamano in maniera piuttosto evidente l’estetica anni ’50, subendo una forte influenza da parte di Miroslav Sasek e della sua serie This Is. La potenza evocativa del comparto grafico è veramente notevole, non sono molti i fumetti

Il geniale bianco e nero del futuro

Il geniale bianco e nero del futuro

in grado di vantare un così perfetto connubio tra narrazione e disegni. La scelta dell’artista non è semplicemente funzionale alla storia (è questo sarebbe già un punto di merito) ma ne rappresenta un vero e proprio motore emotivo da cui la storia non potrebbe prescindere. L’idea del bianco e nero per rappresentare il futuro nel quale si muove Zarth Arn l’ho trovata assolutamente geniale. Negli anni ’50 l’immaginario del futuro era costruito anche attraverso, a volte imbarazzanti, film in bianco e nero, inevitabilmente si pensava al futuro visualizzandolo in due colori. La definizione di fumetto retro-futurista (letta in più recensioni) è azzeccata proprio in virtù di questa felice scelta grafica. Se sul lato visuale l’opera spinge fortemente verso il passato, la sceneggiatura è invece protesa verso il presente attraverso un impianto narrativo complesso sviluppato su più livelli temporali in grado di rendere avvincente una trama, tutto sommato, semplice e lineare. Emblematica la scelta del Memory ad inizio e fine racconto. La recensione potrebbe anche concludersi qui, con una valutazione personale ampiamente positiva deficitata solo da un finale leggermente nebuloso e confusionario. La

Il protagonista gioca a Memory

Il protagonista gioca a Memory

valutazione non sarebbe però completa se non fossero prese in considerazione l’innumerevole quantità di citazioni disseminate dagli autori all’interno del volume; la conoscenza delle quali permette l’apprezzamento dell’opera in maniera più compiuta. I riferimenti sono numerosi e coinvolgono sia la parte grafica che quella narrativa; non mi dilungherò nel loro elenco limitandomi a segnalare l’interessante articolo presente sull’altrettanto interessante sito Fumettologica. Personalmente ho trovato il caso di Kirk Allen uno dei riferimenti più interessanti tanto da pensare che avrebbe meritato una trattazione più approfondita, capisco però di trovarmi nell’ambito del gusto personale. Non sono un amante di opere citazionistiche, soprattutto in un periodo come questo nel quale la cultura popolare soffre di un continuo richiamo a se stessa. In questo caso però la storia è ben confezionata tanto da non richiedere alcuna conoscenza specifica supplementare per poter essere goduta e soprattutto cercando una via meno banalee più raffinata sul fronte citazioni. La BaoPublishing ha il merito di potare in Italia un opera complessa di indubbio valore, quest’ultimo esaltato dal fantastico lavoro eseguito sulla copertina del volume, probabilmente la migliore che io abbia mai avuto modo di avere tra le mani.

L'arte di Miroslav Sasek

L’arte di Miroslav Sasek

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