L’abito da sposo (2009) di Pierre Lemaitre

l'abito_da_sposo_recensioneIl thriller al cardiopalma è finito tra le mie mani proprio in questi giorni di afa tremenda, divorato in pochissime ore, il romanzo di Lemaitre, che mi aveva incuriosito molto banalmente per il titolo e per la copertina , si è rivelato una bomba ad orologeria dai meccanismi perfetti che alla lontana mi ha un po’ ricordato il recente L’amore bugiardo. Sophie si risveglia e tra le braccia ha il cadavere del piccolo Leo, lei fa da bambinaia al bambino, ma non ricorda assolutamente cosa sia successo, se sia lei responsabile dell’omicidio o no: in quel momento iniziamo a conoscere la donna  e scopriamo che non ha vita privata, è soggetta a momenti di oscurità nei quali non ricorda di aver fatto cose, è ormai consapevole di essere folle da qualche anno, non ha prospettive e si trova costantemente sull’orlo della depressione. La morte di Leo la costringe alla fuga, a fuggire da se stessa, lasciandosi dietro una scia di morte inspiegabile e, mentre tenterà di ricostruirsi una vita, scopriremo cosa effettivamente le è accaduto, in uno stravolgimento improvviso e diabolico. Primo romanzo di Lemaitre per me, molto conosciuto e apprezzato autore di thriller e noir, mi si presenta come un diretto in viso: l’autore ci butta subito a fianco di Sophie, non ci dice nulla di lei se non il minimo per farci capire il suo disorientamento e la corsa verso la libertà e la salvezza parte subito in quarta, lasciando ad altri le lunghe descrizioni o gli ampollosi antefatti. In questa corsa non possiamo non affezionarci a Sophie, la sua follia la sta uccidendo, la mette contro tutti, le ha rovinato la vita, ha perso ogni pur minima stima di sè e le rimane solo il semplice istinto di sopravvivenza. Il momento della scoperta di quanto è celato nelle sue azioni fulmina noi spettatori lasciandoci interdetti e facendoci spingere ancor più il piede sull’acceleratore per vedere come e dove andrà a finire questo dramma assurdo. Una volta capito il meccanismo (per gli avvezzi del genere non sarà forse troppo inaspettato) non si rischia di perdere interesse perché, come in ogni buon thriller, le tessere del mosaico vengono aggiunte al momento giusto e, come già detto, le lungaggini sono limate e ridotte a zero, ma si punta tutto sul ritmo e sulla meticolosità delle singole azioni. Una lettura consigliata agli amanti dei gialli ben oliati, a coloro che si lasciano coinvolgere da storie labirintiche e amano perdersi nei meandri della follia, quella vera.

“Seduta a terra, spalle al muro, gambe distese, ansimante.”

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4 thoughts on “L’abito da sposo (2009) di Pierre Lemaitre

    • ah in effetti stavo pensando ai titoli, questo sicuramente te lo consiglio. Di recente ho apprezzato molto “Il condominio” di Ballard di cui si attende versione cinematografica di Ben Wheatley. Io nel frattempo mi segno Modiano di cui ancora non ho letto nulla 😉 AH. Aggiungo la raccolta di racconti di Buzzati “la boutique del mistero”, la sto leggendo ora e mi sta conquistando.

      • Ecco, ero indeciso su Ballard, ma mi hai dato la motivazione!! Penso che 1 dei 2 sarà quello senz’altro!! Ho ancora dello sconto sulla mia card feltrinelli, quindi lo compro subito! Fuori 1 ne manca uno solo…

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