Crisi sulle Terre infinite (1985) di George Perez, Marv Wolfman

crisi 1Nessun genere può vantare un legame così profondo con un mezzo di comunicazione quanto il supereroico con il fumetto. Per oltre cinquant’anni gli uomini in calzamaglia sono stati concepibili esclusivamente nell’ambito delle nuvole parlanti; solo nell’ultimo decennio stiamo assistendo ad una traslazione verso cinema e televisione di cui, per il momento, è ancora difficile prevederne l’effettiva portata.
Alfieri di questo inossidabile sodalizio sono le case editrici americane più importanti di sempre, DC Comics e Marvel Comics, le uniche a poter vantare un effettivo monopolio sul genere; situazione questa piuttosto unica nell’ambito dell’intrattenimento. E’ un dato di fatto che qualsiasi altro soggetto si sia cimentato nella produzione supereroica abbia finito, nella maggioranza dei casi, per ricoprire un ruolo marginale scadendo troppo spesso nel banale plagio.
Il primo impatto con la lettura è risultato subito gradevole soprattutto dal punto di vista strettamente visivo. Piacevolezza frutto, indubbiamente, di un certo effetto nostalgia vista l’atmosfera anni ottanta che traspira in tutto il fumetto, ma anche e soprattutto merito del disegnatore Geore Perez. Costui è il medesimo disegnatore di quella che io ritengo sia tra le saghe migliori dell’intero universo Marvel ovvero, Il Guanto dell’Infinito la quale sembra attualmente risuonare in tutte le produzioni cinematografiche del neonato Marvel Cinematic Universe.
E’ stato per me un piacere ritrovare in questi volumi, le medesime soluzioni grafiche, l’impronta inconfondibile nella costruzione della tavola spesso, composta da vignette

pianto superman

La morte di Supergirl

strettissime in seguenze che Scott McCloud chiamerebbe “da momento a momento”. Non è un caso se una delle scene più note di questa prima Crisi è la famigerata morte di Flash, resa indimenticabile proprio dall’utilizzo di questa tecnica. Anche la mimica facciale risulta, facilmente, riconoscibile dalla particolare propensione dell’artista newyorkese all’iper drammaticità; l’urlo di Superman alla morte della cugina Supergirl ne costituisce un fulgido esempio. Questa pronunciata mimica facciale va a braccetto con un lettering formale e solenne in grado di conferire alle vicende un’aura teatrale vagamente shakespeariana; apprezzabile nei numerosi momenti epici, ma forse, meno centrata nei momenti transitori.
Il vero punto debole di questo lavoro risiede però nel suo svolgimento. La trama risulta avvincente e comprensibile fino a metà delle vicende per poi scadere in una narrazione farraginosa e poco attraente. L’impressione, con l’avanzare delle pagine è che si stia allungando il brodo, sperando magari in qualche colpo di genio che tarda ad arrivare e concludere così gli eventi. Si assiste ad una continua complicazione degli eventi con un Anti-Monitor costretto ad un continuo ritorno da colpo di scena il quale perde di efficacia già alla seconda ricorrenza. Da quanto riportato in rete sembra che gli ultimi due capitoli siano stati aggiunti forzatamente dopo pressioni della casa editrice, ma il peccato è veniale, era già stata superata la soglia del buon senso da tempo.
L’impressione è quella di aver letto un fumetto con un ottimo soggetto ma con una sceneggiatura confusa. Sembra quasi fosse chiaro l’obiettivo finale, ma non fosse, in egual modo, chiaro come questo sarebbe arrivato al suo compimento.
Torno a ripetermi, una saga valida dal punto di vista grafico (malgrado l’Anti-Monitor simil mecha giapponese) molto meno sul piano strettamente narrativo; infarcire un’opera di morti eccellenti forse garantisce l’impatto mediatico ma non riesce a nascondere una sostanziale mancanza di idee.

morte flash

Una delle morti più celebri tra i supereroi

La domanda più naturale da porsi a questo punto è, perché mai questa saga sia così rilevante nell’economica dell’universo DC e non solo? I meriti non risiedono nel piano artistico, siamo ai limiti della sufficienza dal punto di vista strettamente fumettistico, bensì vanno ricercati nella rivoluzione delle logiche di marketing che la stessa è stata in grado di apportare in tutto il settore. Non è un caso se in uno dei modelli di periodizzazione del genere supereroico (per informazioni più dettagliate si rimanda all’interessante articolo qui sullo Spazio Bianco) viene fatta coincidere l’uscita di questa saga con l’inizio della così detta modern age. Per la prima volta una casa editrice interveniva in maniera massiccia nel proprio universo narrativo, alleggerendo il fardello rappresentato, sugli autori in primis, da trent’anni di avventure passate ; non sarà infatti un caso che, proprio dopo questa mega retcon, la DC darà alle stampe un’opera cardine del fumetto moderno, il Batman di Frank Miller (personaggio, prima di allora, molto meno centrale nell’economica della casa editrice, nella Crisi stessa avrà un ruolo di secondo piano oggi impensabile).
Perez e Wolfman inaugurano il periodo delle grandi saghe, dei maxi eventi, delle grandi rettifiche, subito emulato anche dalla controparte Marvel, non sempre con buoni ritorni economici, quasi mai di critica.

crisi 3

Terzo volume della saga

E’ ironico riflettere come dal 1986 in poi non sia stato ancora trovato un meccanismo diverso per alleggerire le pesanti continuity dei supereroi se non attraverso una, a quanto pare, inevitabile crisi multiversale. Questa, personale, considerazione nasce da quanto sta accadendo nell’universo in mano alla Disney, il quale, proprio in questi giorni, sta vivendo l’ennesima operazione di reboot con il pubblicizzatissimo Secret Wars. La mia perplessità nasce nel constatare alcuni punti di contatto tra il primo esperimento dell’86 targato DC e il recentissimo Marvel: ancora dimensioni che trovano il loro punto di contatto nella terra, ancora una moria di universi, ancora una forza misteriosa in cerca dell’annichilimento assoluto. Alla luce di tutto questo, Crisi sulle Terre Infinite, pure con i suoi limiti, può vantare un’originalità storica in grado di porla quanto meno come stilema a tutt’oggi insuperato.

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2 thoughts on “Crisi sulle Terre infinite (1985) di George Perez, Marv Wolfman

  1. Ne sono sempre stato incuriosito e credo che prima o poi dovrò recuperarlo. Purtroppo sapevo anche delle morti presenti in Crisi sulle Terre infinite dato che su internet si trovano abbastanza facilmente.
    Ottimo articolo!

    • Se lo vuoi leggere non ti aspettare un capolavoro anche se i disegni di Perez ripago, per me, del tutto la spesa. Comunque un tassello importante nella storia dei supereroi!

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