To Be continued (2014) di Lorenzo Ghetti

titoloDa ormai qualche anno uno dei dibattiti più caldi nel mondo del fumetto riguarda il suo rapporto con le tecnologie digitali. Se sul fronte del processo creativo l’informatizzazione è stata metabolizzata e accettata, sul fronte della fruizione il discorso appare molto più complesso e problematico coinvolgendo l’essenza stessa del mezzo.
Personalmente trovo ancora il supporto cartaceo lo strumento principe attraverso cui il fumetto si esprime. Non posso non ammettere una certa tendenza conservatrice a favore della carta ma, se per il libro ammetto si possa trattare di un banale attaccamento feticistico, sono dell’idea che per il fumetto sia possibile rintracciare motivazioni più strutturali. Il romanzo è astrazione pertanto il supporto attraverso il quale si trasmette diviene secondario; nel fumetto la componente visiva riveste un ruolo paritario a quello della scrittura e ciò non ne consente lo stesso grado di astrazione, creando così un legame indissolubile con il suo supporto.
Il fenomeno dei webcomics non mi hanno mai veramente entusiasmato, non perché non ve ne siano di validi (segnalo con l’occasione il portale del collettivo Mammaiuto, importante realtà digitale italiana e una delle sue serie più interessanti, Il paese dei tre Santi) quanto piuttosto per la sensazione di prodotto minore che li accompagna, lavori pensati per la carta stampata, finiti in digitale per i meriti economici della rete più che per le sue potenzialità artistiche.

loro

I malconci protagonisti

In To Be continued ho trovato finalmente un’innovazione. La prima stagione del progetto di Ghetti è riuscita da sola a rinnovare il concetto di webcomic portandolo finalmente in una nuova dimensione in grado di conferirgli piena identità slegata del tutto dal supporto carta.
In quasi tutti i 36 episodi della prima stagione troviamo una tecnica narrativa diversa, studiata e concepita unicamente per la lettura attraverso Personal  Computer. L’autore percorre strade raramente battute da altri ripensando completamente anche l’approccio con la periferica mouse e la scroll wheel. Non credo sia un caso la presenza nei crediti dell’informatico Carlo Trimarchi.
Il lavoro di costante ricerca ad opera dell’autore è palesato dalla visibile evoluzione che intercorre tra i primi episodi, ancora in qualche modo legati a logiche cartacee e i successivi, nei quali l’autore mette in mostra una serie di trovate di impossibile riproduzione cartacea conferendo così alla serie un legame specifico con il mezzo informatico.
To Be continued è senza ombra di dubbio un’opera all’avanguardia nel mondo del fumetto di silicio destinata ad avere un riverbero duraturo nel tempo, fermo restando la già grande quantità di riconoscimenti tributatagli.
In quanto apripista questa opera non poteva non generare una serie di riflessioni nell’ambito della cretica fumettistica, la maggior parte delle quali ancora da sciogliere; una delle più ricorrenti sembra essere quella di aver trasceso il concetto stesso di fumetto approdando a qualcosa d’altro. Lungi dal voler esprimere un parere definitivo

carte

Una delle tante invenzioni grafiche presenti in ToBeco

sull’argomento, ritengo tuttavia che, esclusi alcuni episodi sui generis riconducibili ad altre forme narrative (l’episodio 6 stagione 0 e l’episodio 22 stagione 1) si possa ancora far rientrare questa serie nell’ambito della macro categoria fumetto, sia per la necessaria interazione del lettore nella successione temporale degli eventi, sia per la presenza di elementi fondamentali e costitutivi del mezzo come la parola scritta e il disegno, sia banalmente per la parte letterale inserita in balloon, in italiano fumetti appunto.
Anche solo come laboratorio sperimentale fine a se stesso To Be continued avrebbe meritato comunque un posto d’onore nel panorama del fumetto digitale, ma Ghetti non si è limitato alla mera sperimentazione tecnica tessendo una storia profonda mai banale in grado di toccare numerose tematiche, da quelle più strettamente legate al fumetto supereroico fino ad arrivare all’effimera realtà televisiva toccando temi universali come l’amicizia o le difficoltà dell’adolescenza.
Attualmente è in corso la seconda stagione della serie la quale, sembra aver generato in rete qualche perplessità. Non credo si sia assistendo ad un‘involuzione quanto piuttosto ad un mutamento di approccio voluto e ragionato del suo creatore. La sperimentazione continua, esaurita la sua iniziale funzione, ha lasciato spazio ad un canone più definito necessario affinché l’attenzione del lettore sia focalizzata questa volta, non più sulle tecniche narrative quanto sugli eventi i quali in questa edizione paiono essere più articolati e complessi.
Non posso che concludere facendo i più vivi complimenti a Lorenzo Ghetti per questo progetto il quale, qualsiasi sia il suo futuro, avrà per sempre il merito di aver regalato una prima stagione capitale per la tanto attesa evoluzione dei webcomics.
To Be continued…

 

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New entry per la nuova stagione

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