Thank you for the Screams – due parole sulla serie tv Scream

scream_mask_key_art_exclusive_embed_thumbIn seguito al post di qualche tempo fa sul blog di Lucia, ho deciso di dare una chance a questa serie che un po’ mi stuzzicava ma che guardavo da lontano con sospetto. Il primo Scream, visto a ripetizione dall’età di 14 anni, mi aprì le porte del cinema vero e proprio: prima di Scream l’horror per me erano solo i film che registravo e vedevo nei martedì notte di italia1, a parte qualche cosa che ereditavo dalle scelte paterne della nostra collezione di videocassette, mentre dopo Scream ho scoperto che l’horror poteva divertire con intelligenza, appassionare, giocare con se stesso e i propri stereotipi e poteva essere qualcosa di veramente Altro. Sono quindi molto legato al film e la mia diffidenza verso una serie tutto sommato inutile, prodotta nientemeno che da Mtv (anche da Wes Craven va detto), era, se vogliamo, giustificata. Detto ciò, con tutti i suoi limiti la serie riesce a fare un’operazione, secondo me, di profondo rispetto nei confronti dei film originari e nei confronti del concetto alla base della serie cinematografica: innanzitutto non si pone come sequel o reboot, bensì la vicenda trae una certa ispirazione dalla serie cinematografica, ma abbiamo altri personaggi, altri luoghi, altra maschera (!) e quello che resta è il tentativo di raccontare una vicenda puramente slasher seguendo i canoni del genere, prendendoli in giro come tradizione vuole e attualizzando il tutto alle moderne tecnologie e alla vita social dei millennials, cyberbullismo e quant’altro.

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la nuova maschera

Abbiamo quindi una cittadina scossa dai delitti compiuti dal misterioso Brandon James ormai vent’anni prima,  abbiamo studenti del liceo alle prese con un nuovo serial killer che sembra scavare nel passato della protagonista Emma e poi delle belle morti truculenti e secchiate di sangue. Il killer, come nei film, prende di mira le sue vittime usando il telefono, facendo indovinelli, ma utilizza soprattutto i social network per ridicolizzare alcuni di loro, mettere gli uni contro gli altri i protagonisti , un po’ come in Gossip Girl ed è questo forse il punto debole della prima stagione, che sembra ricalcare meccanismi della serie fashion teen ambientata nell’Upper East side.

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Difetti quindi ce ne sono e non pochi: dalla recitazione non sempre al top di alcuni dei nostri ai brani scelti come accompagnamento con tanto di didascalia (siamo pur sempre su Mtv), dalle citazioni metatelevisive  (ma più intelligenti e metacinematografiche nella seconda stagione) ad un certo schematismo tipico del racconto seriale, ma dopotutto è una serie e i tempi e le dinamiche vanno dilatate e spesso reiterate. Nella seconda stagione qualcosina migliora anche se stenta a prendere il via, ma la cupezza di fondo rassicura noi spettatori e siamo di nuovo pronti alla mattanza. Il compito di far sorridere, come accaduto nei film, è affidato a Noah, l’esperto nerd di cinema horror, il verginello che conosce tutte le app per scoprire gli scheletri del passato di professori sospetti, ma che non riesce a tenersi una donna.

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Brooke in tutto il suo splendore

La mia scream queen del cuore è invece Brooke, non la lagnosa protagonista Emma: il suo personaggio ha discrete sfaccettature e sembra spesso incarnare i pensieri dello spettatore di fronte all’orrore che colpisce i giovani di Lakewood. Superato quindi lo scoglio di guardare una serie con giovani che fanno cose che possono sembrare stupide per noi anziani trentenni, non resta che immergerci negli intrighi e cercare di sopravvivere al massacro fino a scoprire che l’opera del maestro Wes Craven è stata discretamente omaggiata. Due stagioni ad oggi in attesa di uno speciale per Halloween che svelerà ancora qualcosa sul passato della cittadina.

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2 thoughts on “Thank you for the Screams – due parole sulla serie tv Scream

  1. Ma che splendida recensione ed anche inattesa, per chi come me ti segue con costanza (ma che evidentemente poco ti conosce) e che non si aspettava questo exploit da tv series addict!
    Un post a tutto tondo, che mi ha parlato di una serie che non riuscivo ad inquadrare e che di fatto latitava nel database del mio Netflix, sempre in bilico tra il “la guardo” ed il “non la guardo”…
    Ora ho le idee e so che la guarderò e soprattutto so perché, con la consapevolezza dei suoi limti ed il piacere della scoperta, stagione dopo stagione
    Grazie Alessandro, sul serio.

    • Grazie a te Kasa,
      ho cercato di farne un quadro completo, il bingewatchin viene bene, niente di cui è impossibile fare a meno, ma ripeto è rispettosa e questo per me è già qualcosa. 🙂

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