Come una bestia feroce (1973) di Edward Bunker

bunker-valutazione-inediti-creativitc3a0-consulenza-letterariaRitrovare in un romanzo tutta la genealogia del genere televisivo/cinematografico americano criminale degli ultimi anni sembrerebbe un’impresa impossibile invece nel primo romanzo pubblicato dall’ “ex-criminale” Edward Bunker c’è semplicemente tutto.  La storia raccontata è quella di Max Dembo, giovane delinquente in uscita dal carcere dopo otto anni, desideroso e motivato a lasciarsi il passato alle spalle: Max cercherà di rimettersi in piedi, ma dopo una serie di eventi non proprio fortunati abbraccerà nuovamente la carriera del fuorilegge dedicandosi a rapine e quant’altro. L’efficacia del romanzo sta molto probabilmente nel vissuto dell’autore che ha permesso di rendere così intensamente ogni sfumatura della vita malavitosa: il racconto in prima persona delle imprese di Max è arricchito da riflessioni sulla sua esistenza, sul perché delle sue scelte e su quanto è “costretto” a fare e traspare molto chiaramente come queste riflessioni siano sincere e provengano dall’autore. La lettura mi ha appassionato, non c’è stato dubbio, soprattutto quando Max torna alla sua vita di sempre e il ritmo rocambolesco di rapine e crimini fa provare il brivido dell’illegalità; molto interessanti anche le parti più tecniche con le quali il nostro organizza i colpi, specificando dettagli e studiando i casi nel modo più sicuro possibile. L’ambientazione della Los Angeles di quegli anni, dei quartieri malfamati, dei locali notturni,delle ville sulle colline o delle lunghe autostrade che si avventurano del deserto è magica, le descrizioni non appesantiscono per nulla lo svolgimento della storia, ma ne perfezionano un quadro già di per sè chiaro e definito. I personaggi di contorno, quelli che vivono ai margini della legalità sono tratteggiati sapientemente, si va dai tossici alle madri di famiglia sul lastrico, da proprietari di night a ex-detenuti in cerca di un futuro mogliore; c’è anche spazio per la speranza impersonata da Allison, giovane innamorata, più che di Max, forse degli stimoli che la vita sa offrirle e che rappresenterà per il nostro protagonista un lampo di serenità. Un romanzo duro che non spettacolarizza la violenza e il crimine, ma che li indica come unico modo di vivere per un certo tipo di personaggi, denso di sensazioni e avvenimenti ma omogeneo nello scorrimento, esemplare nella forma e nel contenuto, direi quasi una lettura obbligata per gli amanti del genere.

“Sebbene il mio corpo fosse esausto, la mente si rifiutava di rinunciare al turbine di pensieri. Più di ogni altra cosa mi concentrai sulla sensazione di essere vivo, sul soffio dell’aria condizionata che mi scivolava sul petto nudo, sul sapore e l’odore del mio sigaro, sulle pulsazioni del mio polso, sul dolore dei miei muscoli stanchi, sull’infinito lavorio del mio stomaco. A un certo punto, desiderando di provare il contatto con un altro essere vivente, accarezzai la spalla di Allison. La vita era preziosa. La vita era tutto ciò che contava. Ma se non la vivevi come volevi, ecco che all’improvviso non importava nulla.”

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