Ballata (2014) John Cheever

9788858852620_quarta-jpg-600x800_q100_upscaleHo trovato molto preziosa questa raccolta di storie brevi scritte da Cheever e rilasciata in formato digitale da Feltrinelli: preziosa e utile per conoscere un autore che non avevo mai letto e che tanto letteratura americana della seconda metà del ‘900 ha influenzato. Sul sito della Feltrinelli viene citata la serie televisiva Mad Men come esempio di ciò che è stato influenzato da Cheever e in effetti, mentre leggevo di questi personaggi nelle loro “stanze ammobiliate” a Manhattan in cerca di successo, riuscivo quasi a immaginarmeli come appunto i protagonisti della serie: l’autore è in grado, in poche pagine, di gettare le basi per storie universali nelle quali l’uomo è alle prese con le proprie ambizioni, il successo, la sconfitta e le differenze sociali. La prosa è semplice, ma ha proporzioni in grado di competere con  quella di grandi romanzi ad ampio respiro e, seppure i racconti vengano ambientati in luoghi simili o abbiano caratteristiche ricorrenti, l’originalità non viene meno e la lettura è sempre appassionante. I personaggi sono descritti in modo mirabile e ognuno nel suo piccolo sembra armonizzarsi anche con i personaggi delle altre storie rendendo quindi ancor più chiaro e unitario l’immaginario d’insieme che l’autore vuole raccontare. La vera protagonista è l‘America, quella del classico sogno, a cavallo della seconda guerra mondiale, quella della società borghese in cui l’apparenza conta molto più dei rapporti umani, in cui ogni piccola interferenza (come quella della radio di un racconto) crea tracolli e difficoltà insormontabili. Ne esce un quadro desolante fatto di tentativi di uscire da un mondo in continuo movimento in cui la solitudine è dietro l’angolo e la speranza è spesso delusa.  Cheever ci rende spettatori impotenti, rende queste solitudini le nostre e ci lascia a riflettere sulla condizione umana di questa società, senza fornire risposte o soluzioni, ma raccontando il tutto con estrema onestà e dignità.

“ma noi non siamo mai stati come loro, vero tesoro? lo siamo stati? voglio dire, noi siamo sempre stati buoni e sensibili e affettuosi l’uno con l’altro, non è vero? e abbiamo due bambini, due bellissimi bambini. La nostra vita non è sordida, vero che non lo è, tesoro? è vero? noi siamo felici, non è vero, tesoro? siamo felici, non è vero? “

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