Gli alberi di Satana (1981) di Richard Laymon

9780446905183Siamo in California, nella sperduta cittadina di Barlow, e seguiamo le vicende di due ragazze in viaggio, Sherry e Neala, e di una famiglia fermatasi nel motel della cittadina: qui gli abitanti rapiscono i malcapitati di turno e li offrono in una sorta di sacrificio ai Krull che abitano nella foresta. Uno dei cittadini, invaghitosi di Neala, manderà a monte i piani di queste creature semiumane, scatenando un incubo ancor peggiore.  L’orrore quello cattivo, violento, splatter, che amo ritrovare in pellicole di genere spesso poco conosciute appartenenti alla cosidetta serie b mi si è palesato in tutto il suo splendore in questo romanzo di Laymon. Non conoscevo questo autore se non per un post di Lucia e per la serie “non c’è solo Stephen King” ho deciso di dare uno sprint alle lunghe giornate natalizie e conoscere finalmente Laymon e la sua potenza.  Ho divorato in breve tempo questo delirio horror, gustando le atmosfere disperate anche se vagamente accennate e riuscendo a respirare l’aria malata di Leatherface e compagnia di quel certo cinema: strade polverose, corpi straziati, violenze senza fine, una città chiusa come quella di 2000 Maniacs in cui si deve temere qualsiasi cosa. Il ritmo è forsennato, la storia si svolge nell’arco di una giornata e non si ha tempo di parteggiare per i vari protagonisti: non c’è spazio per lunghe descrizioni o approfondimenti caratteriali dei nostri sfortunati amici, ma solo per violenza, sangue e orrore senza fine. C’è molto sesso, tipico elemento anche questo dei miei amati film slasher, ma anche in questo caso è sempre abbinato alla violenza sia degli abitanti della città che dei Krull, perennemente eccitati in cerca di “femmine” per riprodursi. Adorabile, seppur poco verosimile, è invece il personaggio della piccola Jenny che, da indifesa dodicenne passa a spietata macchina omicida spinta dalla voglia di fuggire insieme alla madre una volta per tutte da Barlow. Il finale, forse un po’ deludente*, mi ha colto un po’ di sorpresa anche perché, va detto, avrei continuato volentieri a correre su queste pagine in fuga come i protagonisti stessi. La mia prima impressione su Laymon è però positiva, ho ritrovato certe atmosfere cinematografiche che non incontro quasi mai in narrativa ed è stato un vero e proprio piacere.

*la voce americana di wikipedia relativa al romanzo ricorda che, alla sua prima pubblicazione fu ampliamente maneggiato e tagliato in varie parti dalla Warner Books, cosa che secondo Laymon, causò la rovina della sua carriera come autore negli States.

“Anche Neala lo vide. Frenò. La sua amica premette una mano contro il parabrezza, mentre l’auto si fermava sobbalzando. Davanti a loro la cosa senza gambe si trascinava sulla strada con le braccia poderose e pelose.”
Annunci

3 thoughts on “Gli alberi di Satana (1981) di Richard Laymon

  1. Se non fosse per la stima che ripongo in te e per il piacere che provo ogni volta che leggo le tue recensioni, ebbene se non fosse stato per tutto questo, non avrei mai nemmeno per un istante degnato di uno sguardo questo autore e questo libro in particolare, ma adesso è tutto diverso e parto subito, in questo scampolo di festività, alla ricerca.
    Grazie per la friendly review…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...