Sardinia Blues (2008) di Flavio Soriga

18387199._UY200_Un viaggio di ritorno da una serata in discoteca: finestrini abbassati, da un lato l’oscurità del mare, dall’altro le sconfinate e brulle colline. In lontananza si sente rimbombare qualche hit dell’estate: la sensazione che si ha è che questo momento così fugace duri per sempre e nello stesso tempo svanisca tra i ricordi di una vita qualunque. Questa è in breve la sensazione che ho avuto leggendo il romanzo di Soriga, comprato in qualche bancarella dell’usato e apparso sul mio comodino poche settimane fa. Quello dell’autore è un viaggio frammentato nei suoi ricordi (c’è molto di autobiografico mi pare di capire) e nella sua amata Sardegna, cercando di allontanarsi dai luoghi comuni, ma finendoci a sbattere sul più bello e lo fa attraverso le vicende di tre trentenni senza arte nè parte, intellettuali dal passato burrascoso: Pani il narratore è talassemico e con una pesante storia d’amore alle spalle, Licheri ex drogato e mentre Corda è uno scrittore fallito. La narrazione come dicevo è fatta di momenti, in molti casi scollegati senza tener conto nemmeno della punteggiatura ed è difficile inizialmente entrare in modalità “blues”, poi il mondo raccontato inizia ad essere visibile ai nostri occhi e il vissuto dei tre e le loro spericolate avventure cominciano ad appassionare.  La bravura dell’autore è, a parer mio, quella di saper trovare il momento, il singolo istante e saperlo raccontare e filtrare anche nella dimensione del ricordo ed è in queste pagine che il romanzo ha la marcia in più.  Tra i pregiudizi e i luoghi comuni si muovono i nostri personaggi in cerca del loro senso e lo cercano nella storia e nei posti in cui sono cresciuti, li troviamo allo sbando a rubare carte d’identità o a infiltrarsi in casa di vecchi malati, lo cercano nelle avventure sentimentali sempre col bisogno di lasciare un segno, un qualsiasi tipo di segno. Sembrerà banale ma un po’ mi ritrovo nel disegno che Soriga fa di questi trentenni: incapaci di comprendere il passato, convinti di avere il futuro in mano ma bloccati in un presente che non sanno come affrontare. Un flusso di coscienza spezzettato da leggere tutto d’un soffio, magari durante queste sere afose, magari ripensando a quell’estate di tanti anni fa, magari

“Carattere degli abitanti: docile, tasso di criminalità: basso, organizzazioni del crimine: non presenti, tasso di disoccupazione: alto, tasso di noia: infinito, tasso etilico medio nella popolazione di sesso maschile: assurdamente elevato, possibilità di lavoro in zona per un laureato di trent’anni: assurdamente basse.”

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3 thoughts on “Sardinia Blues (2008) di Flavio Soriga

    • molto probabilmente andrà a finire così anche per me, ce ne sono tantissimi di cui ricordo solo il fatto di averli letti. Queste recensioni qui hanno più lo scopo di fissare nella memoria ciò che mi è piaciuto 😉

      • l’altro giorno ho aperto una cartella nel kindle e scoperto di aver letto almeno 30 libri di cui non ricordavo manco il titolo…probabilmente avrei potuto comprarli in libreria senza battere ciglio.
        Per le storie non ho memoria, ma per quel che riguarda i titoli temo che sia anche un problema dovuto all’uso del Kindle: non avendo la copertina del libro non lo memorizzi assolutamente.
        Sardinia Blues lo comprai in libreria e ne ricordo perfettamente la copertina, solo per questo mi è tornato in mente.
        Però pace, se si chiama “passatempo” e non “forever in testa” un motivo ci sarà pure 🙂

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