Hotel New Hampshire (1981) di John Irving

s-l225Questo romanzo mi ha accompagnato nelle ultime settimane d’estate, a volte lo tralasciavo, altre volte lo divoravo, ma sempre mi ha tenuto  compagnia durante i viaggi e le piccole trasferte al mare. Il romanzo di Irving è così: una grossa valigia impolverata piena di cose, ricordi, aneddoti, un bagaglio un po’ ingombrante il cui peso è necessario per poter guardare sempre oltre. Il racconto della famiglia Berry da parte del figlio John, terzo di cinque fratelli è un caleidoscopio di emozioni, narrato in modo quasi scanzonato ci presenta la sua storia dalle origini, ovvero da come si sono conosciuti i suoi genitori, attraversando le fasi dei vari Hotel New Hampshire aperti in giro per il mondo: sì perchè il sogno del padre Win Berry è quello di avviare alberghi di successo e questo sogno sarà la spinta/causa di tutto quanto accadrà alla famiglia.  Molti i personaggi che si avvicendano nel romanzo, dall’orso Earl agli anarchici viennesi, dal violento Chipper Dove al cane Sorrow, passando per un circo di nani e cameriere voluttuose.  E’ con tono leggero che si affrontano temi difficili come l’omossessualità, la violenza sessuale, l’incesto, la morte, la guerra e la difficoltà ad adattarsi del diverso: la leggerezza è solo apparente poiché ci si commuove, ci si appassiona come nei più classici romanzi di formazione d’impianto familiare. Nel suo modo a volte surreale di affrontare gli argomenti, l’autore sembra invece trovare una profondità nuova all’interno della narrativa “leggera”: nella figura dell’orso ci troviamo tutta l’assurdità o l’ingenuità necessaria per gettarsi in imprese nuove, come nel personaggio del capofamiglia Win, nella sua continua voglia di migliorare, sempre pronto a guardare al futuro, lasciando il presente e i suoi problemi alla sua  splendida e unita famiglia. I personaggi, laddove sembrino semplicemente abbozzati fisicamente, sono invece connotati in modo esemplare dal punto di vista caratteriale: è interessante vedere come i cinque fratelli abbiano le stesse caratteristiche già da bambini, come Franny sicura di sè e perno delle dinamiche familiari o Lilly, già grande da piccola.  Il ritmo della storia è serrato, quasi avventuroso e ricco di colpi di scena fin nelle ultime pagine. Una lettura piena, soddisfacente che non posso che consigliare: questa grande famiglia di eroi, illusi, sopravvissuti è in grado di incantare, secondo me, tutti i lettori, sognatori e non.

“La prima delle illusioni di mio padre era che gli orsi possano sopravvivere vivendo come essere umani, e la seconda era che gli esseri umani possano sopravvivere vivendo in alberghi.”

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