Arancia meccanica (1962) di Anthony Burgess

indexArancia meccanica è stato per me IL film pluricensurato, impossibile da vedere negli anni ’80 se non andando a comprare la videocassetta (non si trovava nemmeno nei videonoleggi), poi crescendo ho imparato a conoscere Kubrick, ho avuto modo di rimanere stupito dal mondo dell’ultraviolenza di Alex, a farmi venire i brividi ascoltando la colonna sonora e a immaginarmi il futuro un po’ deviato come quello del Korova milk bar. Ebbene, mi sono di recente avvicinato al romanzo ascoltando l’audiolibro del programma di Radio Rai “Ad alta voce” ed è stato come innamorarmi di nuovo dall’inizio. Non mi soffermo sulla trama poichè chiunque credo conosca di cosa stiamo parlando, ma dirò due parole sull’esperienza dell’ascolto. Il racconto in prima persona del nostro Alex si presta benissimo alla narrazione dell’attore Marco Cavalcoli il quale con il giusto tono omaggia alla perfezione il personaggio: un ragazzo molto intelligente, amante della musica classica, conscio delle proprie passioni e con un’attitudine alla violenza in ogni sua forma. L’attore non legge ma recita, è proprio questo il caso, sottolineando ogni sfumatura di cattiveria e arroganza cercando sempre la complicità dell’ascoltatore/lettore. L’edizione di Radio Rai cura anche l’aspetto musicale ed è così che i grandi classici della musica di Beethoven o anche i pezzi utilizzati nel capolavoro di Kubrick sono presenti a rimarcare pause o cambi di capitoli. Un vero piacere nell’ascolto che viene sublimato dalla possibilità di apprezzare il gergo dei giovani (nadsat) inventato da Burgess e tradotto secondo me in modo davvero intelligente da Floriana Bossi e in alcuni casi molto diverso da quello visto nel film. Mi ha stupito poi il capitolo finale, di cui non conoscevo l’esistenza e che fa differire di molto il film dal libro. Si tratta di un capitolo controverso e di fatto quasi consolante rispetto a quanto ascoltato/letto precedentemente, la cui esistenza ha suscitato varie teorie – aggiunto in una seconda edizione? tagliato invece da quella americana presa come esempio da Kubrick?- non è chiaro ma è interessante vedere come Cavalcoli sottolinei il cambio di tono nella voce di Alex e la sua voce perda quella pulsione provocatoria facendosi quasi stanca.
Un ascolto consigliato e reperibile nei podcast di Radio Rai.

“Oh, estasi, estasi celeste. Giacevo tutto spalandrato verso il soffitto, il planetario sulle granfie, fari chiusi, truglio aperto per la beatitudine, snicchiando il fiotto di suoni meravigliosi. Oh, era magnificienza e magnificità fatte carne. I tromboni sgranocchiavano oro rosso sotto il mio letto, e dietro il planetario le trombe fiammeggiarono argento per tre volte, e là vicino alla porta i timpani rotolarono dentro le mie viscere e poi uscirono e si sgretolarono come tuoni di zucchero. Oh, era la meraviglia delle meraviglie! E poi, come un uccello dei più rari che vorticava metalceleste, o come vino d’argento che scorreva dentro una nave spaziale, con la gravità che non aveva più senso, arrivò il violino solista sopra tutti gli altri archi, e quegli archi erano una gabbia di seta intorno al mio letto. Poi il flauto e l’oboe perforarono come vermi di platino la spessa, grossa caramella oro e argento. Ero in piena estasi, fratelli.”

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2 pensieri su “Arancia meccanica (1962) di Anthony Burgess

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