Years and Years (2019) di Russel T. Davies

years-and-years-hbo-bbc-seriesNel 2019 la grande famiglia inglese dei Lyons si ritrova per la nascita del piccolo Lincoln: è questa l’occasione per immaginare cosa succederà ai protagonisti nel futuro sempre più incerto e la serie ci porta avanti negli anni tra innovazioni smart, disastri ecologici, esplosioni atomiche, governi allo sbando, proteste, fake news, crisi finanziarie e rigurgiti di nazionalismi senza freni. La miniserie in sei episodi della BBC si è rilevata, senza nemmeno troppe sorprese, come una visione intelligente e appassionante ed è stata equiparata agli episodi più riusciti di Black Mirror per la sua capacità di prendere il futuro e renderlo quanto più vicino possibile al presente incrinando le nostre certezze e infilandoci novità tecnologiche: si va da impianti sottocutanei per connettersi ai cloud, evoluzioni di alexa, filtri fisici da applicare al volto, identificazione tramite fiato e altro ancora. Ovviamente la storia dell’ultimo anno e mezzo mette in discussione quanto immaginato dalla serie che immagina una influenza ma non arriva a ipotizzare quanto accaduto con la pandemia da covid-19.

monophyMa quello che più sconvolge di questo futuro distopico è la deriva politica che prendono gli eventi con l’ascesa della donna d’affari Vivianne Rook, spregiudicata nel suo populismo del suo Movimento 4 stelle (già…) che sembra voler rivoluzionare e mettere fine alla democrazia fino ad oggi conosciuta ma che invece ricalcherà dinamiche del passato terribili. Ho trovato molto riuscita la scelta di infilare carrellate di eventi e novità ad ogni inizio/fine di puntata, ogniqualvolta cioè si effettua un salto avanti negli anni: si ha proprio la sensazione di essere impotenti di fronte allo scorrere del tempo, di soccombere di fronte all’ammontare di notizie e sconvolgimenti, complice anche lo splendido ma angosciante tema musicale firmato Murray Gold. Nel giro di poche puntate diventiamo parte della famiglia Lyons, ci affezioniamo alla tosta nonna Muriel, capofamiglia indistruttibile (il suo monologo contro il capitalismo e le responsabilità individuali è epico), seguiamo le peripezie di Daniel nell’aiutare l’amato Viktor, ci commuoviamo con Rosie e la ribelle Edith e ci arrabbiamo con Stephen e le sue pessime scelte personali.  Un affresco familiare e nello stesso tempo immagine di un’epoca in arrivo (forse?) capace di mescolare thriller, vicende sentimentali e dramma sociale con tinte fantascientifiche: ammicca agli shock inventati da Black Mirror per trovare però una dimensione sua del racconto, prendendosi i giusti tempi nel creare personaggi credibili e scenari possibili. Consigliata

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