La Saga di Paperon de’ Paperoni (1992) di Don Rosa

71LUE4HL3HLIn collaborazione con uBC.

In questi ultimi mesi, probabilmente a causa di un attacco nostalgico, ho voluto riavvicinarmi al fumetto Disney e per l’occasione ho optato per una delle opere più acclamate e famose di sempre: La Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa nell’edizione Panini.
Non ho alcuna velleità informativa o anche solo minimamente divulgativa sull’opera: in rete se ne trovano già di soddisfacenti.
Segnalo alcune di esse consigliandone la lettura così da poter meglio inquadrare anche il mio ragionamento successivo: qui l’articolo di Fumettologica, qui quello dello Spazio Bianco e infine qui quello di StayNerd.
Come tutte le grandi opere, e non v’è alcun dubbio che questa lo sia, il lavoro di Don Rosa offre molteplici argomenti di discussione. Potrei soffermarmi sulla trama, sui disegni, sulla sceneggiatura, ma quello di cui mi preme scrivere in questa occasione è qualcosa di più specifico e concettuale che riguarda la figura di Paperon de’ Paperoni.
Nel suo I linguaggi del Fumetto Daniele Barbieri mostra quanto ci sia in comune tra il fumetto e il teatro ed è da quest’ultimo che vorrei partire: fin dal teatro greco, si è trovata una convenienza nel far recitare gli attori in maschera. Questo tanto per motivi puramente tecnici: permetteva l’amplificazione della voce; quanto per motivi artistici: fungeva da abito di scena e permetteva il riconoscimento.
Se guardiamo poi all’Europa e ancora di più all’Italia, la maschera vive il suo momento di popolarità con la commedia dell’arte nel ‘500: è in questo periodo che nascono i vari Arlecchino, Pantalone, Brighella e soprattutto si consolida la concezione della maschera come astrazione assoluta, archetipica.
Il Paperon de’ Paperoni da cui Don Rosa prende le mosse è quello dell’uomo dei paperi: Carl Barks.
Si tratta di uno dei personaggi più prossimi ad una maschera della commedia dell’arte di tutto il pantheon Disneyano: è ricco e lo è per antonomasia, è scorbutico e lo è per eccellenza, è avventuroso e lo è eccezionalmente.
È un personaggio granitico anche nel tempo: ogni volta che incontriamo il Paperone di Barks incontriamo lo stesso Paperone. Si muove all’interno di un presente infinitamente dilatato, senza passato e senza futuro.
La saga che Don Rosa costruisce è nelle intenzioni una celebrazione della creatura di Barks ma è anche incontrovertibilmente la sua negazione. Come già evidenziato la maschera è tale in quanto non ha rapporto con il tempo. Narrare il passato di Paperone equivale ad inserirlo in un flusso temporale eliminando una delle caratteristiche fondamentali della maschera, eliminando di fatto la maschera. Il punto non risiede tanto nella narrazione delle vicende pregresse del protagonista, quanto piuttosto Continua a leggere

2 pensieri su “La Saga di Paperon de’ Paperoni (1992) di Don Rosa

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