Gulliver’s Travels (1735) di Jonathan Swift

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Ancora una volta ho letto un libro in lingua inglese, sempre perché mi trovavo in terra anglofona e volevo assaporare il gusto di leggerlo nell’aria che secoli prima aveva dato i natali al suo autore. Ho sempre voluto leggere questo romanzo,sin da piccolo in quanto credevo fosse un testo da ragazzi, ma da subito mi sono reso conto che così non era. Continua a leggere

The Happy Prince and Other Stories (1888) di Oscar Wilde

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La raccolta contiene 9 favole composte dall’autore per i suoi figli. Va detto che Wilde raccontò per la prima volta la storia dell'”happy prince” ad un gruppo di amici a Cambridge nel 1885 e, visto quanto fosse stata ben accolta, decise di scriverla e raccogliere questa ed altre favole per regalarle ai suoi figli. Non sono quelle che definirei esattamente favole per bambini (nemmeno quelle di Esopo e Fedro lo erano in effetti): in tutte vi è nemmeno troppo nascosta una morale e una riflessione sui temi della felicità, dell’amore e del sacrificio che sicuramente fanno pensare non solo i bambini o i giovani. Per quanto mi riguarda leggere queste favole è stato come sfogliare un album di acquarelli, tanto sono delicati e nello stesso tempo vivaci i colori e le descrizioni delle varie storie. Altra nota strettamente personale riguarda l’aspetto tecnico: ho letto il volume in inglese sempre per perfezionare la mia conoscenza della lingua e in alcune parti i dialoghi sono in inglese arcaico diciamo, il tutto per complicare (per me) una lettura già piena di termini e nomi riferiti al mondo animale e vegetale (come in ogni buona favola).
Consiglio il volume a chi voglia leggere un Oscar Wilde meno Dorian Gray del solito.

“This is because you have done a good action,” said the Prince. And the little swallow began to think, and then he fell asleep. Thinking always made him sleepy.

Dubliners (1914) di James Joyce

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Ho letto questo libro, questa raccolta di racconti, due volte: la prima in italiano, la seconda in inglese (e in Irlanda aggiungo). Conoscevo Joyce solo per una mia precedente sfida personale che era consistita nel leggere l'”Ulisse”, sfida dalla quale non ero uscito sconfitto, ma quasi.

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