Tu sei il male (2011) di Roberto Costantini

Tu sei il male recensioniRoma,1982. Il giovane e turbolento ispettore Michele Balistreri si trova ad indagare invano su un tremendo delitto avvenuto la notte della finale vittoriosa dei mondiali. Nel 2006, sempre durante la notte della finale dei mondiali, la madre della vittima di quell’omidicio rimasto senza colpevole, si getta dalla finestra. Il suo suicidio spingerà l’ormai adulto Balistreri a riaprire quella ferita, Continua a leggere

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L’assassinio di via Belpoggio (1890) di Italo Svevo

ImmagineAltro libro breve o per essere più precisi, altro racconto lungo.
La trama non è scontata e si presenta senza inutili moralismi di sorta o pretese educative. In poche pagine l’autore riesce a descrivere in maniera convincente lo stato d’animo di un accidentale assassino.
Le ansie, le paure, i disagi passati dal protagonista sono raccontati in maniera talmente verosimile da essere trasmessi completamente al lettore.
Un racconto altamente introspettivo il quale tenta di sondare l’animo umano posto in una situazione inusuale e di disagio. La sfida che si pone Italo Svevo è però ancora più ardua, ponendo al centro del suo racconto un uomo senza vincoli morali, senza ideali, gretto e per di più solo senza nemmeno la madre che lo ha ripudiato. Eppure nelle pagine finali, Continua a leggere

Un borghese piccolo piccolo (1976) di Vincenzo Cerami

unborghesepiccolopiccoloPiccolo, intenso e senza via di scampo. Così si presenta questo romanzo, circa 130 pagine amare che Vincenzo Cerami alla sua prima opera consegnerà alla storia della narrativa italiana e al cinema (grazie all’omonimo film di Monicelli con Alberto Sordi). Viene narrata la storia di Giovanni, impiegato pubblico, e della sua famiglia, il figlio Mario e la moglie Amalia, alle prese con gli ultimi anni prima della pensione, l Continua a leggere

Il giorno della civetta (1961) di Leonardo Sciascia

ImmagineHo letto questo libro per la prima volta a scuola nei primi anni delle superiori. Come tutti i libri letti in quel periodo mi scivolò addosso senza troppo entusiasmo tanto che fino a pochi giorni fa non ricordavo praticamente nulla della trama.
Ma questa seconda lettura ha lasciato in me una traccia ben più profonda di quanto non abbia fatto in precedenza.
L’autore, Sciscia, è un siciliano e in quanto tale ha avuto come punti di riferimento letterari altri due suoi coisolani illustri, Verga e Pirandello; se dal primo ha ereditato la passione per temi fortemente siciliani, come la mafia appunto, del secondo le frequenti iperboli che scongiurano il rischio Continua a leggere