Cosmopolis (2003) di Don DeLillo

ImmagineUn libro difficile, complicato, addirittura faticoso in alcune parti, ma non per questo da buttare anzi.
Sin dalle prime righe si capisce che all’autore piace una scrittura poetica, quasi barocca non solo nello stile o nel lessico ma anche nei discorsi, nei ragionamenti che vengono eviscerati durante la lettura. Mi pare evidente che Don DeLillo si compiace del proprio scrivere, sa di essere un autore brillante, sa di essere acuto e lo vuole mettere in mostra. Fortunatamente questo non disturba la lettura, anzi la rende piacevole considerando anche l’esigua l’unghezza del libro; è piacevole perdersi nelle lunghi introspezioni del protagonista ed è stimolante affrontare una scrittura così ricercata. Probabilmente se il libro fosse arrivato alle trecento pagine avrebbe annoiato o ancor peggio stancato; l’autore non fa questo errore e gliene sono grato.
L’idea dell’autore è di riproporre in chiave moderna il Continua a leggere

Dubliners (1914) di James Joyce

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Ho letto questo libro, questa raccolta di racconti, due volte: la prima in italiano, la seconda in inglese (e in Irlanda aggiungo). Conoscevo Joyce solo per una mia precedente sfida personale che era consistita nel leggere l'”Ulisse”, sfida dalla quale non ero uscito sconfitto, ma quasi.

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